Sebbene il Covid-19 abbia rappresentato e rappresenti un evento eccezionale, almeno per il mondo più evoluto ed avanzato, ogni anno le statistiche ci mostrano cause di morte maggiori e più insidiose, tra patologie, incidenti, infortuni ed eventi di vario genere, entità e natura.
Tuttavia, ad amplificare la percezione della pericolosità di questo virus è (anche) il numero, in alcuni paesi elevato, di vittime in un lasso di tempo ristretto o ristrettissimo.
Come spiega a riguardo lo scienziato cognitivo tedesco Gerard Gigerenzer, se sono in molti a morire, tutti insieme e in modo spettacolare e/o inusuale, la mente umana risponde con l’ansia, perché vedrebbe a rischio la sopravvivenza della specie (emblematica ed esplicativa la reazione alle foto dei camion di Bergamo). Un comportamento che molti esperti fanno risalire all’alba del nostro percorso, quando vivevamo in piccoli gruppi e di raccoglitori e cacciatori. “Ma quando sono altrettanti, o ancora di più, a morire in un modo distribuito nel tempo, come negli incidenti d’auto o di moto, è meno probabile che si venga assaliti dal paura.”
Restando in argomento Coronavirus, il fenomeno analizzato dal Prof. Gigerenzer rimanda ad un problema tipico di questa fase, cioè la confusione creata da grafici e statistiche anche per via del frequente e dilagante analfabetismo matematico. Il confondere “correlazione” e “causalità” o la “fallacia induttiva” secondo cui il dato riguardante un certo Paese valga anche per il nostro o altri, ne sono alcuni esempi. Spesso, una certa informazione sfrutta ad arte questi “vulnus” nella capacità analitica del pubblico, contribuendo ad esasperare e a complicare una situazione già precaria e pericolosa.
Le prime crepe nella popolarità di Conte e del suo governo, emerse con la pubblicazione dei verbali del CTS, erano un evento previsto e prevedibile, alla luce delle dinamiche storiche. Un consenso molto forte e decisioni radicali sono infatti degli estremi, soggetti sempre ad oscillazioni opposte e contrarie appena le dinamiche di fondo subiscono
Evoluzione o degenerazione (a seconda dei punti di visa) della Prima Sofistica di Protagora e Gorgia e pesantemente screditata da Platone, l’eristica (dal greco. ἐριστική [τέχνη], “arte del disputare” ) indicava l’abilità di far prevalere le proprie tesi al di là dal loro contenuto e dalla verità stessa.
Da qualche giorno stanno circolano sui social, ma non solo, messaggi per sensibilizzare all’uso delle mascherine, paragonate alle cinture di sicurezza sulle automobili, sugli aerei oppure al casco per i motociclisti e gli scootersti. Si prosegue ammonendo che la mascherina non costituirebbe una limitazione delle libertà personali e ricordando gli intubati (ad oggi l’Italia conta una cinqu