Chiaro ed essenziale: il KISS. Sugli errori di Gianni Cuperlo.

La comunicazione, parlata come scritta, deve rispondere a due criteri base, brevità e chiarezza, riassunti nell’acronimo KISS (keep it short and simple). Se nel caso di un’audizione sarà utile tenere a mente la cosiddetta “curva dell’attenzione” (15 minuti dopo i quali l’ascoltatore tende a distrarsi), per quel che riguarda un intervento scritto il discorso dovrà essere ancora più conciso, fluido ed agile, soprattutto se il medium utilizzato sarà internet.

Nel suo ultimo post su Facebook, Gianni Cuperlo ha battuto 137 righe per un totale di 23 capoversi (!); benché la tematica fosse particolarmente delicata e complessa (il Jobs Act), una scelta di questo genere eccede ogni regola e consuetudine del moderno comunicare, apparendo in tutta la sua “pesantezza” ed obsolescenza rispetto al più giovanilistico stile renziano.

Nota storica: persino i bolscevichi avevano imposto un limite rigido agli interventi. La “brevitas” voluta da Lenin stabiliva infatti un tetto massino di due minuti per ogni audizione.

Capire la propaganda

Cuperlo

 

Questo manifesto costituisce un piccolo saggio di genialità propagandistica da parte dei creativi al servizio di Gianni Cuperlo.

Abbiamo un messaggio forte, conciso e convincente, a favore delle donne, collocato sopra l’immagine dell’Italia. Ma, a ben vedere, non si tratta di un’immagine qualsiasi; nel tipo di prospettiva opzionata, infatti, la figura del nostro Paese si va restringendo, mano a mano che si sale, da Sud a Nord, fino a far quasi scomparire il Settentrione. A dominare la scena, il Sud e, in particolare, la Sicilia. E’ stato quindi scelto un accostamento ed un frullato concettuale tra due simbologie ad altissimo impatto emotivo e sociale perché caratterizzate (ed offese) dal pregiudizio e da una cultura di tipo discriminatorio: le donne e, appunto, il Meridione italiano. Sarà quindi lecito parlare di propaganda di tipo “sociologico”, dove il messaggio, incapsulato nell’emotività e nel “politically correct”, viene, in parte, sottaciuto.

Il mio vuol essere un contributo (personalissimo) sul metodo e non sul merito.

 

Metalogismi

Matteo Renzi è, attualmente, l’unico uomo in grado di far prevalere il centro-sinistra nella prossima battaglia elettorale contro il PdL berlusconiano (non nella guerra. Sarà infatti la natura, tra molto tempo, a scrivere la parola fine all’esperienza storica del berlusconismo). Gianni Cuperlo è, invece, l’unico uomo in grado di mantenere in vita l’ultimo, isolato e fragile, atomo e scampolo di socialdemocrazia ancora presente nel comparto progressista italiano. Per questo motivo, l’arcoriano sguinzaglierà presto contro di lui la sua muta di cani mediatici, cani ben addestrati, i “muckrakers” (nell’accezione negativa del termine) del servilismo più sfacciato e sguaiato, che come sempre sapranno stanare e poi ipnotizzare l’italiano medio, irrimediabilmente malato di panciafichismo e consapevole disimpegno, con la vile e vacua ma rassicurante formula: “e chi devo votare? XX?”. In quel caso, quell’ XX sarà Cuperlo, vittima predestinata di questa sovrapposizione sempre uguale nella sua stolidità qualunquistica, scardinato e poi calpestato dall’invadenza triviale di un passepartout che ha sempre più l’aria del grimaldello del mascalzone.