Chiaro ed essenziale: il KISS. Sugli errori di Gianni Cuperlo.

La comunicazione, parlata come scritta, deve rispondere a due criteri base, brevità e chiarezza, riassunti nell’acronimo KISS (keep it short and simple). Se nel caso di un’audizione sarà utile tenere a mente la cosiddetta “curva dell’attenzione” (15 minuti dopo i quali l’ascoltatore tende a distrarsi), per quel che riguarda un intervento scritto il discorso dovrà essere ancora più conciso, fluido ed agile, soprattutto se il medium utilizzato sarà internet.

Nel suo ultimo post su Facebook, Gianni Cuperlo ha battuto 137 righe per un totale di 23 capoversi (!); benché la tematica fosse particolarmente delicata e complessa (il Jobs Act), una scelta di questo genere eccede ogni regola e consuetudine del moderno comunicare, apparendo in tutta la sua “pesantezza” ed obsolescenza rispetto al più giovanilistico stile renziano.

Nota storica: persino i bolscevichi avevano imposto un limite rigido agli interventi. La “brevitas” voluta da Lenin stabiliva infatti un tetto massino di due minuti per ogni audizione.

Memorandum.La sinistra a lezione da Ireneo Funes

Quella porzione della sinistra italiana che adesso si richiama a Cuperlo, Civati, Tsipras o , ancora, che è confluita nel M5S ed entra in “tackle” su Matteo Renzi accusandolo di essere un conservatore, un centrista o, parossisticamente, un uomo di destra, fu la stessa che votò le privatizzazioni, le liberalizzazioni, le circadiane riforme dello stato sociale (Pacchetto Treu e Protocollo sul Welfare) nonché i finanziamenti alle missioni in Iraq e Afghanistan e che fornì basi, mezzi e uomini per il bombardamento convenzionale e non convenzionale della popolazione belgradese (Prodi I, Prodi II, D’Alema I). La stessa, ricordiamolo, che in nome del rigido disciplinarismo di scuola “apparatchik” espulse ed espose alla pubblica ordalia chiunque si fosse opposto a certe scelte e soluzioni (caso Turigliatto).