La Russia e il gas dalla parte della lama.La (scontata) rivincita ucraina.

Come previsto dalla maggior parte degli analisti (e da chi scrive, nel suo piccolo infinitesimale), l’arma del gas si sta ritorcendo contro la Russia.

Incapace di trovare mercati alternativi a quelli tradizionali, bypassabile da altri fornitori, con un’economia incentrata quasi esclusivamente sugli idrocarburi e indebolita dalle sanzioni, la Federazione non può più permettersi prove di forza con i suoi clienti, dipendente da loro molto più di quanto loro siano dipendenti da lei.

Dopo l’ostentazione muscolare in Crimea, ecco dunque Putin tornare sui propri passi, offrendo a Kiev il gas a prezzi scontatissimi.

La pacificazione delle zone russofone poste (in origine) sotto il controllo ucraino si fa di conseguenza sempre più urgente per Mosca, oggi più che mai bisognosa di buone relazioni con l’Occidente e con la comunità internazionale.

 

http://www.panorama.it/economia/ucraina-contro-russia-la-guerra-del-gas/

Cortocircuiti siriani: quando il piombo scandalizza meno del gas

La costernazione e lo smarrimento provati dinanzi alle stragi consumate dai gas e con in gas in Siria, sono sintomo e spia rivelatrice di una paura, ancestrale ed atavica, nutrita e coltivata dall’essere umano nei confronti della minaccia invisibile ed incontrollabile, sia essa il buio o una calamità naturale o, come nel caso di specie, uno stratagemma bellico. Era il 1915 (Seconda Battaglia di Ypres) quando le armi chimiche fecero la loro prepotente irruzione nella coscienza militare e civile, sconvolgendo ed alterando, oltre all’apparato cardiorespiratorio dei malcapitati in grigioverde, anche le leve e gli strati più profondi della psiche umana, impreparata all’ineguale tenzone con una Parca infingarda brandente invisibili ed indecodificabili  cesoie. Ma c’è di più: non è solo l’arma non convenzionale a seminare morte e devastazione, ma anche e molto spesso  in misura maggiore il piombo e la bomba, cui però siamo stati abituati ed assuefatti da decenni di esposizione cinematografica e televisiva che con le sue cataste di cadaveri smembrati e presentati in ogni variante e variabile ha permesso all’orrore di penetrare nella nostra intelaiatura culturale, impregnandola ed alterandola in modo irreversibile, storcendola verso l’apatia civile. L’abominio è stato quindi riposto  nei cassetti mentali del consueto ed abbiamo avuto bisogno di un pungolo che facesse vibrare le corde del nostro inconscio più belluino per ridestarci dal torpore di bianchi agiati della middle class ed esclamare, ipocritamente: “poverini!”. Ma quanto durerà?