Il Galtieri made in USA



L’ennesima sparata di Trump, stavolta sulle Falkland, non solo è irricevibile sul piano morale (si tratta di una capricciosa ritorsione ad una freddezza britannica sul caso Iran, peraltro innestata da precedenti provocazioni dello stesso tycoon), ma anche  del tutto priva di concretezza sul piano giuridico (secondo il diritto internazionale, l’arcipelago appartiene di diritto alla GB) e politico-militare (Londra mantiene una schiacciante superiorità in questo senso sugli argentini, ma aizzare Benos Aires e poi far venire meno il sostegno all’alleato storico sognerebbe una frattura insanabile).

Una riflessione a parte merita invece quella parte di sinistra che, pur di dare contro a Londra, appoggiava e continua ad appoggiare le ambizioni predatorie di una dittatura fascio-militare.

Nota: le Falkland non sono mai state argentine, la loro popolazione è per la quasi totalità britannica ed anglofona ed ha già espresso la volontà di rimanere sotto la corona.

The iron Lady

L’analisi dell’evento storico e/o dell’azione delle personalità ad esso coeve, contigue e satellitanti, non può prescindere dall’opera di contestualizzazione (e dal faro della terzietà scientifica). Disancorare la Thatcher dal suo alveo temporale per porla dinanzi ai codici morali ed alle prassi politico-economiche del presente post 1989-1991, sarebbe stupido, nonché inutile.

Se consideriamo lo scontro con l’Argentina, ad esempio,dobbiamo aver presente che questa invase un territorio politicamente britannico perché un dittatore sanguinario e fascista, Videla, voleva far salire le proprie quotazioni, al minimo date le pessime condizioni economiche in cui versava il Paese, giocando la carta dell’orgoglio nazionale. Si può discutere sulla questione Falkland-Malvinas finchè si vuole, ma l’invasione era e rimane contraria al diritto internazionale. Se l’Italia dichiarasse guerra alla Francia per riavere Mentone e la Corsica (storicamente ed etnicamente italiane) , io mi schiererei dalla parte di Parigi.