Virtute siderum tenus -Ricordi del 20 Settembre

Il 20 Settembre si è ricordata l’audacia di Giovanni Lanza, patriota e uomo politico illuminato, e l’epoca aurea che andò dal 20 settembre 1870 all’ 11 febbraio 1929. Il Fascismo non mise il cappio soltanto a quel sistema democratico e liberale che, seppur fragile ed immaturo, aveva retto l’Italia fin dal suo principio quale stato unitario, ma anche agli ideali di laicità ed autonomia dall’abbraccio clericale affermatisi con il nostro Risorgimento e con l’opera, impareggiabile nella sua ardimentosità civile, dei Cattaneo, dei Cavallotti, dei Bertani, dei Mazzini e dei D’Azeglio.

I nuovi tempi della comunicazione

“Cialente(primo cittadino de L’Aquila ndr) apre la crisi su Facebook”, titola una testata on line aquilana. Giornalismo e politica stanno circadianamente mutando, per mezzo ed effetto della rete. La rivoluzione è della stessa portata di quella impressa, nel XIX secolo, dall’invenzione del telegrafo, dalla “penny press”,dai virtuosismi grafici di Joseph Pulizer e dal rigorismo scientifico di Walter Lippman. Nuove traiettorie comunicative irrompono nella grammatica e nella prassi mediatica, spaesando, sicuramente, chi è ancorato al consueto, ma tracciando nuovi orizzonti per l’interscambio cognitivo e culturale e, soprattutto, confezionando un nuovo abito per chi è chiamato a gestire la res publica.

Pensiamo ai “tweet” del nuovo presidente iraniano. Avremmo mai potuto immaginarlo, ai tempi di Khomeini?

I Depretis bonsai

“Su Berlusconi i Cinque Stelle escano dall’aula. Oppure votino con il dito medio”.

Queste le parole del vicepresidente del gruppo parlamentare pentastellato alla Camera Luigi Di Maio. La “ghost strategy” del M5S è quella di non affossare Silvio Berlusconi, lasciando, come in questo caso, l’aula qualora il voto fosse palese (confidando in qualche “traditore”) o, in caso di consultazione segreta, votando direttamente contro la decadenza. Questo perché il salvataggio dell’arcoriano consentirebbe alla compagine di Grillo e Casaleggio di procacciarsi un micidiale grimaldello argomentativo-propagandistico contro il PD (il loro vero nemico) e perché la presenza sulla scena politica di un personaggio come il leader del PdL è di capitale importanza, con il suo strascico di sconcezze morali, gestionali e impudente malcostume, per un partito catalizzante il voto di protesta. A tutto ciò va sommata una riflessione sul ruolo degli Stati Uniti e della restante porzione di quel circuito occulto che muove i fili del comico genovese e del santone internetico di Ivrea. Mi auguro che il 45% del comparto pentastellato proveniente da sinsitra non tenga ancora a lungo gli occhi chiusi e sappia liberarsi dai legacci del dogmatismo ultrastico che lo imprigionano alle bizzarrie irresponsabili di questi registi del caos.