La polveriera scuola

Le scuole italiane rischiano un collasso dalle proporzioni inedite e inaudite, schiacciate dal groviglio di normative (spesso inutili, dannose, farraginose e contraddittorie) elaborate per far fronte all’emergenza.

Se ciò dovesse accadere, e se i numeri dei decessi dovessero confermarsi bassi, l’impianto teorico e ideologico alla base delle misure restrittive, dentro e fuori gli istituti scolastici, potrebbe subire un colpo decisivo ed un segmento importante del movimento d’opinione a loro sostegno e a sostegno del governo potrebbe cambiare idea. Pensiamo agli insegnanti (tra i grandi elettori del M5S nel 2018) e/o ai familiari dei bambini e dei ragazzi, ovvero le categorie in questo caso più esposte.

“Robin” Obama e il populismo della semplificazione

Barack Obama aumenta il salario minimo in un Paese privo di garanzie sindacali essenziali, di una copertura sanitaria gratuita e di un sistema scolastico pubblico basilarmente competitivo. Qualsiasi esercizio di sovrapposizione a riguardo si collocherà quindi al di là del perimetro della logica, della conoscenza e del buongusto per sostare nella semplificazione demagogica più sciatta ed irritante.

Non torniamo ai (tristi) tempi dell’Hollande “factotum” in 56 giorni.

Gli USA spendono ben 682 miliardi di $ ogni anno, per il loro apparato militare. Distraendo anche soltanto una piccola quota da questa cifra, il governo potrebbe risolvere i secolari problemi sociali ed economici che dilaniano e offendono il Paese al di sotto della Mason Dixon Line e nelle periferie delle grandi città.