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Storiografo, giornalista, spin doctor. Come i gatti ho più vite. Ma in tutte la passione di raccontare l'attualità, la storia e la comunicazione.

La scienza tra metodi ed equivoci

C’è la tendenza, in questa fase storica, a confondere l’approccio etico-politico con quello scientifico. Si pensi ad esempio al rifiuto di accettare anche una piccola quota di morti per Covid tra le migliaia “ordinarie” giornaliere oppure al rifiuto (l’anno scorso) di consentire le attività sportive ritenendole sconvenienti per via dei morti e degli ospedalizzati. O ancora al rifiuto, aprioristico, di una soluzione solo in base al suo canale di provenienza.

Da qui, anche da qui, discende la polarizzazione, discendono molte delle difficoltà che impediscono, e impediranno forse per lungo tempo, la famosa uscita dal tunnel.

Natale, Giovanni e Maria: oltre la polemica

La polemica sul Natale e i nomi Giuseppe e Maria (nata da una notizia parzialmente fraintesa) rilancia la riflessione sul “mito” globalista (e relativista), tra i capisaldi dell’impianto ideologico di una certa sinistra, italiana e occidentale.

Non si è infatti voluto capire che, pur con tutti i suoi limiti, le sue chiusure e le sue contraddizioni talvolta insuperabili, la società “tradizionale” era, per sua natura intrinseca, l’ultimo argine al consumismo di massa e spersonalizzante, imposto da soggetti come ad esempio le multinazionali e le grandi corporation. Dal grande capitale.

Anche l’attacco al merito che oggi la sinistra lamenta, cioè l’idea che tutti possano parlare di tutto, è un’eredità di quel movimento nato negli anni ’60 e ’70 del Novecento (il permissivismo anti-borghese dilatato all’estremo, al parossismo livellatorio, fino ad abbattere ogni norma ed ogni limite) che diede origine al globalismo.

Gli “involontari” alleati dei “no-vax”

Quando le autorità e i loro canali di appoggio chiedono ai cittadini di vaccinarsi, evidenziando l’aumento dei contagi (asintomatici compresi), stanno suggerendo, nella sostanza, l’idea che i vaccini attualmente disponibili siano in grado di renderci immuni, di non farci prendere il virus. Una scelta strategica forse efficace nell’immediato ma disastrosa sul medio-lungo periodo, perché così facendo, quando la curva dei contagi non calerà (a differenza di quella dei morti e degli ospedalizzati), il cittadino si sentirà sfiduciato, tenderà a pensare che i vaccini anti-Covid siano inutili, che la scienza menta o sia inadeguata (anche volendo considerare alcune contraddizioni recenti), e no-vax ideologici e teorici del complotto avranno un argomento potentissimo dalla loro.

Se a “convertirsi” non sono solo i “no-vax”

A fronte di un leader nox-vax che muore di Covid o di un altro che si “converte” dopo aver contratto il virus in maniera mediamente severa (in questi casi sarebbe sempre utile conoscere la storia clinica del soggetto), abbiamo migliaia se non milioni di persone che perdono progressivamente fiducia nelle istituzioni, nelle case farmaeutiche e nella scienza a causa delle loro contraddizioni, dei loro errori, della loro pessima comunicazione, delle loro ambiguità, della loro perseveranza più ottusa.

Anche gli alberi che cadono senza far rumore sono un problema. Per tutti.

La crisi del 2007/2008 e il Covid: quando a pagare è sempre il cittadino

Come la crisi economica del 2007/2008 fu causata dalle banche, non adeguatamente controllate, e poi fatta “pagare” ai cittadini, anche con il Covid le istituzioni che prima hanno ridimensionato e indebolito drasticamente la sanità pubblica si rifanno oggi sul cittadino comune, riducendone la libertà e i diritti per paura che l’epidemia dilaghi mostrando l’inadeguatezza delle strutture ospedaliere.

E’ interessante notare come la “svolta” sistemico-elitaristica delle sinistre occidentali abbia subito una brusca accelerazione proprio con la crisi del 2007/2008, in risposta alle posizioni delle destre contro quei settori dell’establishment politico-finanziario accusati di essere i responsabili della recessione.

Errori e anomalie del movimento no-pass

Il movimento di protesta contro il Green Pass è da intendersi anche come la conseguenza di un malessere profondo, che parte da lontano, dai primi errori nella gestione pandemica. Proprio per questo, tuttavia, sarebbe stato più sensato e strategicamente proficuo agire prima, contro quelle imposizioni restrittive che violavano, sì, i nostri diritti fondamentali e senza avere una ratio scientifica.

Insorgere e “risorgere” adesso, per dire no a un dispositivo che è l’unico mezzo per evitare nuove chiusure e nuove strette liberticide (almeno finché l’Italia avrà l’attuale classe dirigente politico-sanitaria), non è solo strategicamente e politicamente azzardato ma anche illogico. Questo se si considera che il Green Pass esisteva di fatto già da prima, essendo alcune vaccinazioni obbligatorie, come già da prima esistevano requisiti obbligatori per accedere al lavoro e ad altre attività fondamentali.

Nuore, suocere e presidenti

“Non possono prevalere i pochi che vogliono, rumorosamente, far prevalere le loro teorie antiscientifiche, con una violenza a volte insensata, persino con la devastazione dei centri in cui i nostri concittadini si recano per essere vaccinati e sfuggire al pericolo del virus”.

Così Sergio Mattarella, incontrando i Cavalieri del lavoro nominati nel 2020 e nel 2021.

A chi alludeva, il Capo dello Stato? C’è da sperare che le sue parole non giocassero sull’equivoco, sul non-detto, per mettere i contrari al Green Pass, tra i quali figurano anche giuristi, accademici, scienziati, intellettuali, amministratori e moltissime persone comuni e di buonsenso, sullo stesso piano di no-vax, “complottisti” ed estremisti. Altrimenti si tratterebbe di una semplificazione funzionale a quella strategia di delegittimazione del dissenso che è in servizio attivo e permanente ormai da 20 mesi. Chiunque esprima una critica alle politiche governative di approccio all’ “emergenza” e alla narrazione dominante, viene cioè screditato, attaccato, associato a cliché negativi, respingenti e grotteschi (“proiezione” o “analogia”); prima si era “negazionisti” e “irresponsabili” che avrebbero meritato un giro turistico nelle terapie intensive, ora si è “fascisti”, “violenti”, “no-vax”.

Una linea pericolosa, non solo discutibile sotto il profilo etico e morale, ancor meno accettabile se accolta da chi è investito del compito di rappresentare tutti.

Il paradigma-Tosa: perché il DDL Zan è stato bocciato (la sinistra tra errori, ingenuità e contraddizioni)

“Dopo una lunghissima battaglia e nonostante settimane di ostruzionismo indegno della Lega, con 13 voti a 11 il Ddl Zan è stato finalmente calendarizzato in commissione Giustizia in Senato.

Un voto per certi versi storico che fa compiere un passo avanti, probabilmente decisivo, verso l’approvazione di una legge di civiltà che estenderà diritti a chi non li ha, colmando una lacuna indegna di un Paese civile per combattere omotransfobia, misoginia e abilismo.

Bye bye Pillon, bigotti e omofobi vari”

Questo tweet di Lorenzo Tosa (scritto il 28 aprile scorso) ci spiega uno dei motivi che hanno portato all’affossamento (temporaneo) del DDL Zan. Un progetto tanto complesso e delicato, la cui approvazione è legata a un iter parlamentare non facile e insidioso, ha infatti bisogno di tutto fuorché della polarizzazione, del “o con noi o contro di noi”, della semplificazione bellicista, di elevare a nemici simbolici figure marginali come quella del senatore Pillon. Nel tentativo di serrare i ranghi, si rischia di scompaginarli, specialmente se non sono solo i numeri in aula a preoccupare ma pure la risposta nel Paese “reale”.

Sempre restando su Tosa, anche il suo vergognarsi di essere italiano, dopo la bocciatura del DDL, (“In questo momento mi vergogno di essere italiano. E chiunque con un briciolo di coscienza civile e politica oggi dovrebbe sentirsi così. E’ la fine di tutto”), è emblematico delle contraddizioni di una certa sinistra, che difende ed esalta la Costituzione e i meccanismi di funzionamento della democrazia parlamentare solo quando la situazione è a suo favore, per poi s-cadere in deliri anti-nazionali e gridare al fascismo e al Medioevo* se le cose non vanno come sperato. A questo proposito riconsideri, la sinistra, il suo modo di guardare alle minoranze; minoranza non è solo la comunità LGBT, minoranza non è solo la comunità immigrata, ma anche quella parte di popolazione che da 20 mesi viene screditata, demonizzata e bullizzata per il suo atteggiamento critico verso le politiche sanitarie del governo e verso una certa narrazione ancora dominante. Ipocrita battersi il petto se all’Altro viene rivolto un insulto omofobo o razzista, quando ad un altro-Altro siamo pronti a dare dell’untore, dell’analfabeta funzionale, del “minus habens” immeritevole del diritto di voto, del teppista da disperdere con gli idranti,

*Medioveo che, è bene ricordare, non fu un periodo oscuro come vorrebbe una certa narrazione

La sinistra e l’illusione dell’ “alleato” Covid

Elementi come il potere di controllo e la libertà di manovra acquisiti in questi mesi, il consenso sulle misure restrittive (favorito da una massiccia propaganda mediatica), la sconfitta di un Trump e il ridimensionamento di una Lega incapaci di affrontare in maniera efficace la “crisi” sanitaria, hanno convinto una parte del centro-sinistra che il Covid, nuovo “deus ex machina”, abbia cambiato il corso della Storia, creando condizioni a loro favorevoli e condannando al declino gli avversari, le “destre”.

Una falsa percezione, ed è la stessa Storia a spiegarlo.

Ad una fase critica segue infatti molto spesso un’esplosione edonistica, dovuta al desiderio di recuperare il “tempo perduto” e alla crescita economica che accompagna la ripartenza di un sistema. E’ stato così anche dopo le grandi epidemie e pandemie del passato, basterà pensare alle fasi successive la peste del ‘300.

Uno scenario, questo, che può favorire il centro-destra molto più che il centro-sinistra. Centro-sinistra che inoltre si troverà a dover fare i conti con gli errori (e sono molti) commessi in questi mesi, senza più poter contare sui meccanismi difensivi d’eccezione che lo stanno mettendo al riparo adesso.