Appunti di comunicazione – Trump tra bastoni, cannoni e idiozie inopportune: una possibile spiegazione


E’ bene augurarsi che le uscite di Donald Trump su Groenlandia, Canada, Danimarca, Canale di Suez e di Panama, rientrino soltanto in una strategia comunicativa volta a “compensare” il proprio elettorato in vista dell’adeguamento ad un profilo più basso ed istituzionale, nella forma e nella sostanza.

Un ritorno alla “diplomazia delle cannoniere” e alla “dottrina del “lungo bastone”, se non proprio a blitz neo-imperiali, sarebbe infatti inaccettabile e gli costerebbe probabilmente (non essendo, gli USA, la Russia), la destituzione e l’arresto.

Derubricarle a semplici ed innocue “battute”, è, in ultima analisi, puerile e fuori luogo, considerando che ha già fatto simili esternazioni in campagna elettorale ed alla luce dell’importanza della sua posizione, della “particolarità” del suo background nonché della complessità dall’attuale momento storico.

Nota: data l’età del presidente-eletto, non si può escludere a priori nemmeno una degenerazione delle sue facoltà cognitive

Appunti di storia-7 settembre 1977

Il presidente americano James E.Carter e quello panamense Omar Torrijos si stringono la mano dopo aver firmato i Trattati Torrijos-Carter, che stabilivano la restituzione dal Canale a Panamá da parte degli USA dopo il 1999.

La restituzione (contestatissima in patria) del Canale allo stato centroamericano si inquadrava nella politica di non intrusione negli affari interni degli altri paesi voluta e varata da Carter. Una politica, quella della non intrusione carteriana, lodevole sul piano etico ma gravemente deficitaria in termini di pragamatismo, che costò alla Persia il passaggio nella sfera del fondamentalismo teocratico