L’inferno di ghiaccio in Groenlandia



Premesso che un’annessione della Groenlandia richiederebbe il voto favorevole del Congresso, ecco cosa potrebbe comportare un blitz, scellerato, per accaparrarsi l’isola:

1) rifiuto, da parte delle forze armate, di ubbidire agli ordini (diritto sancito dal codice militare statunitense)

2) rimozione e messa in stato di arresto/accusa di Trump (il quale ha già gravi pendenze giudiziarie)

3) intervento militare della NATO (o di alcuni paesi dell’Alleanza), ovvero la WWIII

4) una guerra civile negli USA (anche per i motivi in capo ai punti 1 e 2)

5) una reazione, da parte della comunità internazionale, più dura di quella avuta nei confronti della Russia (la Danimarca è un regno pacifico, senza conti in sospeso con alcuno)

6 (o 5b) ) gli USA di Trump diverrebbero uno “Stato canaglia”, isolato, senza più il loro “impero esterno” europeo e con un’immagine a pezzi

7) reazioni imprevedibili, sullo scacchiere mondiale, di altre potenze (come la Cina)

Per Washington, per il mondo, ma soprattutto per Trump e i suoi, si profilerebbero insomma conseguenze apocalittiche. E’ razionale pensare non siano idioti e sprovveduti a tal punto.

Appunti di comunicazione – Trump tra bastoni, cannoni e idiozie inopportune: una possibile spiegazione


E’ bene augurarsi che le uscite di Donald Trump su Groenlandia, Canada, Danimarca, Canale di Suez e di Panama, rientrino soltanto in una strategia comunicativa volta a “compensare” il proprio elettorato in vista dell’adeguamento ad un profilo più basso ed istituzionale, nella forma e nella sostanza.

Un ritorno alla “diplomazia delle cannoniere” e alla “dottrina del “lungo bastone”, se non proprio a blitz neo-imperiali, sarebbe infatti inaccettabile e gli costerebbe probabilmente (non essendo, gli USA, la Russia), la destituzione e l’arresto.

Derubricarle a semplici ed innocue “battute”, è, in ultima analisi, puerile e fuori luogo, considerando che ha già fatto simili esternazioni in campagna elettorale ed alla luce dell’importanza della sua posizione, della “particolarità” del suo background nonché della complessità dall’attuale momento storico.

Nota: data l’età del presidente-eletto, non si può escludere a priori nemmeno una degenerazione delle sue facoltà cognitive