La comunicazione responsabile – La barriera immaginaria



Un insigne studioso di psicologia sociale, persona e professionista di grande spessore, mi ha ribadito quanto sia sbagliato “canzonare” chi cade in bias, euristiche e fallacie logiche, in sintesi chi crede nelle “bufale”. Anche perché, tutti ne siamo vittime, nessuno di noi è immune a certi meccanismi.  Ha ragione, senza dubbio.

(Approccio che in teoria ho sempre condiviso , anche se spesso non riesco a metterlo in pratica.)

Credere, obbedire, comunicare – L’ “assalto” ai CAF tra mito e realtà

bendato

(Di CatReporter79)

La polemica sull’ “assalto” ad alcun CAF del Meridione per l’ottenimento del reddito di cittadinanza a poche ore dal voto, risulta particolarmente utile e preziosa per la comprensione delle dinamiche legate alla manipolazione del fatto, alle “fake news”.

Da un lato abbiamo visto infatti trasformarsi in razionali debunker giornali, blog e semplici internauti (vicini al M5S) in passato creatori e diffusori di bufale, mentre dall’altro abbiamo visto soggetti in passato impegnati nel contrasto alle bufale accettare e condividere ciecamente l’informazione sull’ “assalto ” ai CAF (per screditare il movimento di Grillo).

In realtà, la verità stava nel mezzo: molti hanno domandato i moduli ma non c’è stato alcun “assalto” inteso come richieste di massa. Nel linguaggio della comunicazione si chiamerebbe “propaganda grigia” , ossia parzialmente falsa o parzialmente vera, a seconda dei punti di vista

Questo dimostra come la diffusione delle false informazioni (al di là del caso in oggetto) non sia dovuta tanto all’ignoranza o al tanto citato analfabetismo funzionale ma più semplicemente all’elemento ideologico, che trova la sua affermazione più eclatante nel “bias di conferma”; ci credo perché ci voglio credere.