Conte e quel “risveglio” che non può convincere

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Sebbene il discorso di Conte offra qualche spunto di riflessione utile e condivisibile e qualche richiamo storico-culturale interessante (probabilmente farina del sacco di un buon ghostwriter), non può risultare e non può essere giudicato credibile e genuino.

Per oltre un anno il Presidente del Consiglio ha infatti avvallato, in modo esplicito o implicito, ogni scelta e condotta di Salvini, e criticarlo solo adesso, e dopo essere stato “sfiduciato “ dal leader del Carroccio, risulta tardivo e ipocrita. Come ha fatto notare l’On. Bernini, Conte sembra inoltre parlare più all’alleato (ex alleato) che al Paese, dando l’idea di voler salvare ad ogni costo la propria presidenza.

Quello che per molti è stato un sussulto di dignità ed una prova di stile, è invece la dimostrazione della definitiva “politicizzazione” del professore foggiano, del suo essersi adeguato alle logiche più bizantine ed opache del “palazzo”.

Nota storica: il richiamo a Federico II ha esaltato quella parte di Mezzogiorno che si riconosce in un certo identitarismo, anche anti-nazionale. E’ tuttavia opportuno ricordare che Federico II di Svevia non era un siciliano autoctono ma un Hohenstaufen, originario dell’attuale Germania. Come i grandi nomi della Magna Grecia, stava cioè al nostro Sud come un sudafricano bianco può stare alle popolazioni nere-indigene di quel Paese. Ancora, non governò solo sulla Sicilia ma su quasi tutto il resto d’Italia

La strategia del camaleonte: i neo-populismi da Marine Le Pen a Grillo e Salvini

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Tra le peculiarità dei movimenti e dei partiti neo-populisti troviamo un marcato camaleontismo, favorito anche dalla loro fisionomia liquida e (in alcuni casi) post-ideologica. Facendo una breve ricognizione sulla galassia neo-populista europea, noteremo infatti come il partito lepeniano e il FPÖ austriaco si siano progressivamente allontanati dal negazionismo e dal reducismo (Marine Le Pen è per questo arrivata a cacciare il padre), Syriza ha via via abbandonato la sua connotazione anti-UE, lo Sinn Féin ha messo da parte il secessionismo spostandosi dall’idea di “popolo nazione” a quella di “popolo classe” (Graziano) mentre lo slovacco Smer si è addirittura trasformato da partito neo-populista “inclusivo” ad “esclusivo”.

La migrazione verso destra del M5S (per intercettare il bacino conservatore, maggioritario in Italia) e la trasformazione della Lega da movimento regionalista-secessionista a movimento nazionalista pan-italiano (per sfondare nel resto del Paese) sono quindi spiegabili anche alla luce della sostanza liquida e “sottile” dei neo-populismi; nel caso leghista andrà rilevata pure la debolezza de sentimento separatista “padano”, risultato non di complessi fattori di natura etnica e storica ma di una più effimera e volatile insofferenza alle politiche fiscali e redistributive centrali.

 

Nota:

Secondo la studiosa Jennifer Lees-Marshment, il marketing politico è oggi classificabile in tre dinamiche, differenti e distinte: orientato al prodotto, orientato al programma, orientato al mercato.

Se la prima dinamica si basa sull’offerta-vendita di un’ideologia e la seconda sull’offerta-vendita delle idee e dei programmi del partito-candidato, nella terza il partito-candidato sceglie ed elabora l’ offerta in base agli umori e alle richieste della maggioranza degli elettori.

Più nel dettaglio, la strategia orientata al mercato viene divisa da Sorice in altre 8 fasi: a)indagine di mercato; b)progettazione del prodotto; c)adattamento del prodotto; d)implementazione; e)comunicazione; f)campagna; g)elezioni; h)esito.

Per molti analisti e osservatori, quella orientata al mercato è la strategia-regina dei partiti e dei movimenti populisti*, molto spesso anche a causa della loro natura post-ideologica e liquida. In un momento storico che vede queste forze al centro del dibattito e della vita politica, lo studio di Lees-Marshment risulterà dunque particolarmente utile ed esaustivo

 

*una caratteristica anche del cosiddetto “partito pigliatutto”, espressione coniata dal politologo

Quella strana foto di Natale Hjorth

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La diffusione delle foto di Natale Hjorth, bendato durante l’interrogatorio dei Carabinieri, lascia qualche perplessità. Non si può escludere vi sia la mano di deception planners, americani o addirittura italiani, per “alleggerire” la posizione dei due ragazzi danneggiando l’immagine delle nostre autorità e favorendo così una soluzione per loro (e per altre parti in causa) positiva del problema.

 

Anche i buoni rapporti tra Trump e Salvini potrebbero giocare a favore dei due ragazzi.

Mandato zero: un’altra prospettiva

di maioAl di là di un’ironia fin troppo semplice e scontata, la logica alla base del “mandato zero” non è, di per sé, irrazionale, dal momento in cui il M5S cerca di evitare che elementi ritenuti validi si sacrifichino in competizioni senza speranza di vittoria. Casomai, questo nuovo dispositivo mette a nudo proprio la fragilità del dogma dei due mandati, frutto di quell’ondata anti-casta che il partito di Grillo ha contribuito a creare.

Se tuttavia anche la regola del due volte e poi casa dovesse venir meno completamente, il M5S potrebbe andare incontro a conseguenze imprevedibili; a dispetto di quel che si pensi, la mancanza di una base ideologica rende la fidelizzazione meno certa e facile nei partiti liquidi, e il brusco calo di consensi e della popolarità di Di Maio e soci ne è la dimostrazione.

Prospettiva Bibbiano: tra storia, comunicazione e complottismo

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Se le nomine dei massimi dirigenti RAI sono per legge di spettanza governativa e il gruppo Mediaset appartiene alla famiglia Berlusconi, risulta assai difficile pensare che una forza di opposizione e di centro-sinistra come il PD sia in grado di fermare la diffusione delle notizie su Bibbiano, almeno dai più importanti canali mediatici italiani.

Il fatto, ed è questo il vero spunto dì interesse, che le destre e il governo giallo-verde riescano ad esportare con successo una teoria come questa, accreditandosi come “anti-sistema” pur essendo alla guida del Paese e facendo passare il PD e le minoranze come il “sistema” (nell’accezione negativa del termine), non dimostra tanto la loro capacità comunicativa quanto la persistenza di un humus storicamente favorevole a loro e sfavorevole alle sinistre.

 

Uno scenario simile, se vogliamo, a quello che vuole il PCI nelle vesti di massimo responsabile dei mali della Prima Repubblica (non e mai dei suoi traguardi), pur essendo stato quasi sempre all’opposizione.

In piedi, un italiano (Camilleri e la Lega)

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Anche i deputati di FdI, non solo quelli della Lega, sono rimasti seduti durante il tributo a Camilleri. E’ quindi abbastanza razionale pensare che il gesto dei parlamentari leghisti sia stato motivato non da un razzismo anti-meridionale (il Carroccio ha tra l’altro 23 deputati del Sud) quanto da ragioni, nondimeno idiote, di tipo politico.

Di contro, fare di Camilleri un siciliano e non un italiano, esibendo ed esaltando la sua l’appartenenza regionale a dispetto di quella nazionale, è un “modus operandi” ottusamente e pericolosamente esclusivista, come quello che si rimprovera a razzisti, secessionisti e xenofobi.

Da Action Directe alla Dottrina Mitterrand, da Francesca Peirotti a Carola Rackete: quell’insopportabile doppia morale francese

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“Non potendo fare la rivoluzione nel proprio Paese, si continua a sognarla altrove. Continua a esistere il bisogno di provare a se stessi di essere sempre di sinistra e di non essersi allontanati da un ideale”; così il francese Gilles Martinet, intellettuale di sinistra ed ex ambasciatore in Italia, sulla Dottrina Mitterrand.

 

Una filosofia che la Francia sembra non aver abbandonato, perché se ieri Parigi usava il pugno duro, durissimo, con i propri terroristi di sinistra (ad esempio Action Directe) per poi proteggere i nostri sotto l’ombrello dell’inconcepibile Dottrina Mitterrand, oggi arresta, processa e condanna Francesca Peirotti (un’italiana che nel 2016 aveva trasportato otto clandestini richiedenti asilo alla frontiera di Ventimiglia), respinge donne incinte e bambini al confine ma allo steso tempo premia Carola Rackete (senza tuttavia aver offerto aiuto alla Sea Watch 3). I cugini d’oltralpe continuano, in buona sostanza, a promuovere la lodevolissima cultura dei diritti, ma rigorosamente in casa d’altri.

 

Nota: sul caso Peirotti si è cercato di fare del debunking, maldestro perché ideologico, come a negare fosse stata arrestata e condannata, quando invece (come peraltro spiegano quegli stessi articoli) la nostra connazionale è stata effettivamente sanzionata dalla giustizia francese.

I volti e le cause dei populismi e l’anomalia italiana

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Tra le condizioni che favoriscono ed hanno favorito la nascita e la crescita dei populismi e dei neo-populismi troviamo innanzitutto la crisi, concetto a sua volta suddivisibile in tre categorie:

-crisi economica (legata alla contrazione del PIL e dei posti di lavoro)

-crisi politica (la perdita di fiducia nelle istituzioni, nei partiti tradizionali e nei tradizionali strumenti della rappresentanza)

-crisi culturale (aumento della xenofobia e della rabbia contro gli immigrati)

Tre varianti che si contaminano tra loro e agiscono generando “insoddisfazione” (come già detto verso i partiti “mainstream” e i consueti sistemi della rappresentanza), “incertezza” (verso il futuro dell’economia) e “insicurezza” (la paura e l’ansia per i crimini degli immigrati).

Una “tempesta perfetta”, come la definisce Graziano, che apre spazi alle forze e ai leader che sono riusciti a segnare la loro “alterità” (vera o presunta) rispetto al “sistema”, rimanendone al di fuori e non compromettendosi con decisioni impopolari. A riguardo sarà interessante osservare quella che si presenta invece come un’autentica anomalia italiana, perché se altrove i politici e i partiti-movimenti populisti e neo-populisti erano quasi sempre stati lontano dalle “stanze dei bottoni”, potendo quindi ostentare una loro “verginità” morale, da noi Berlusconi per 20 anni e oggi la Lega (l’unico partito della Prima Repubblica presente in parlamento) sono riusciti e riescono ad accreditarsi come anti-sistemici pur essendo stati essendo loro stessi il “sistema”. Paradossalmente sono le minoranze, le forze di opposizione e di centro-sinistra, che vengono associate ai “poteri forti” e incolpate di scelte oggi giudicate ingiuste e fallimentari (ad esempio la guerra alla Libia e all’Iraq) volute da governi di centro-destra in accordo con gli alleati atlantici

Ben prima di Berlusconi, di Salvini, di Meloni o dello stesso Renzi (leader con forti tratti populistici), il cinquantennio della Prima Repubblica, con la sua radicale e insuperabile polarizzazione tra un partito marxista e filo-sovietico (almeno a livello teorico) e un partito cattolico, assistenzialista e fortemente anti-comunista, dimostra e spiega ad ogni modo come tale anomalia non sia il risultato di eventi eccezionali quali la Grande Recessione del 2007-2013 o gli esodi migratori, ma di qualcosa di ben più radicato e profondo nella società e nelle cultura italiane. Questo renderà molto più difficile se non impossibile il superamento dei populismi e dei neo-populismi in Italia, quantomeno nel breve periodo.

*casi analoghi sono l’Ungheria e la Polonia, paesi governati da forze populiste esclusive. Si tratta ad ogni modo di realtà uscite da poco da una dittatura comunista, il ché non le rende modelli compatibili con quello italiano

(contributi utili a riguardo sono quelli di Lacau, Caiani e Graziano)

Matteo Salvini, da qui ad altri 20 anni

matteo_salviniQuando un anno fa Matteo Salvini annunciò a Pontida che lui e i suoi avrebbero governato per altri 30 anni, voleva forse lasciarsi andare ad una spacconata ad uso e consumo della folla, ma non si era allontanato di molto dalla realtà, non aveva sconfinato nella stramberia. La vicenda di Silvio Berlusconi dimostra infatti come leadership e fortune politiche di lunga durata siano non solo possibili ma addirittura normali, nel nostro Paese (si pensi anche al cinquantennio democristiano).

Forte come Berlusconi di una retorica e di una collocazione ideologico-politica che storicamente trovano il consenso degli italiani e privo di autentici competitors interni, Salvini non ha i punti deboli del suo predecessore alla guida del centro-destra, ad esempio un abnorme conflitto di interessi, continui e costanti problemi con la legge e la Magistratura (il caso dei 49 milioni riguarda l’ex gestione bossiana), avversari coesi, beghe familiari ed un comportamento macchiettistico capace di mettere alla prova la sopportazione del fan meno razionale. Non ha nemmeno, è vero, il potere mediatico di Berulsconi, tuttavia i media avranno sempre interesse a veicolare una narrazione compatibile con un messaggio propagandistico come il suo, poiché risulta più notiziabile facendo leva sulla sfera emotiva.

Ad oggi e con le attuali leggi elettorali, le uniche incognite per lui arrivano dal futuro del M5S e dalla tenuta degli alleati, ancora troppo deboli e male organizzati. ll precedente di Renzi, con la brevità della sua parabola, non dovrà trarre in inganno; al netto dei suoi (moltissimi) sbagli, Renzi era infatti alla guida del centro-sinistra e le sinistre e il progressismo hanno sempre faticato ad imporsi in italia, soprattutto nelle fasi più critiche.

E allora il PCI?: la Lega, i rubli e quella difesa senza senso

salvini_putin_1Il PCI è una forza estintasi trent’anni fa senza lasciare eredi (il PD nasce dalla fusione tra varie anime, compresa quella centrista ed ex democristiana), come morti sono quasi tutti i suoi dirigenti più noti e importanti. E’ quindi del tutto irrazionale e anti-storico ricordare i finanziamenti che per alcuni anni Botteghe Oscure ricevette da Mosca, così da giustificare la Lega. Lo sarebbe in ogni caso, giova ricordarlo, in quanto l’eventuale colpa dei comunisti di ieri non cancellerebbe e non cancella quella dei leghisti di oggi.

In ultima analisi è interessante notare come uno scandalo che altrove segnerebbe la fine dei politici e dei partiti coinvolti, in Italia non farà che irrobustire il consenso del Carroccio, i cui elettori stimano Putin e la sua Russia e non trovano pertanto nulla di sbagliato in forme di complicità (anche occulte) con loro.