
“Perché più siamo a vaccinarci e prima batteremo il Covid”; così Maria Elena Boschi, in un post sulla sua vaccinazione (prima dose).
Ma che cosa intende, l’ex ministra, quando parla di battere il Covid?
Puntare, seguendo l’esempio inglese, ad una razionale soglia di morti e ospedalizzati (da dicembre la media dei decessi nel nostro Paese è comunque già in linea con gli anni passati) sotto la quale riprendere la vita in modo normale e naturale?
O ambire all’eradicazione, al famigerato “rischio zero” o ad avvicinarsi ad esso, come peraltro ventilato da Roberto Speranza, Gualtiero “Walter” Ricciardi ed altri personaggi vicini all’esecutivo? Ambire, cioè, ad un traguardo impossible (quantomeno in tempi ragionevoli), perdendosi in una battaglia dagli esiti devastanti e catastrofici per tutti, SSN compreso?*
Chi riveste certi ruoli, chi è tanto esposto, dovrebbe sempre comunicare con chiarezza, consapevole del peso che le sue parole hanno e possono avere. A meno che, e allora avremmo ragione di preoccuparci, certa “ambiguità” non sia, nel caso di specie, studiata e voluta.
*battaglia che sarebbe anche anti-etica, quella del “rischio zero”, perché assegnerebbe una priorità, un ruolo qualitativamente differente, ai morti attribuiti al Covid.



