Il Covid, il vaccino e la Boschi persa tra i boschi

“Perché più siamo a vaccinarci e prima batteremo il Covid”; così Maria Elena Boschi, in un post sulla sua vaccinazione (prima dose).

Ma che cosa intende, l’ex ministra, quando parla di battere il Covid?

Puntare, seguendo l’esempio inglese, ad una razionale soglia di morti e ospedalizzati (da dicembre la media dei decessi nel nostro Paese è comunque già in linea con gli anni passati) sotto la quale riprendere la vita in modo normale e naturale?

O ambire all’eradicazione, al famigerato “rischio zero” o ad avvicinarsi ad esso, come peraltro ventilato da Roberto Speranza, Gualtiero “Walter” Ricciardi ed altri personaggi vicini all’esecutivo? Ambire, cioè, ad un traguardo impossible (quantomeno in tempi ragionevoli), perdendosi in una battaglia dagli esiti devastanti e catastrofici per tutti, SSN compreso?*

Chi riveste certi ruoli, chi è tanto esposto, dovrebbe sempre comunicare con chiarezza, consapevole del peso che le sue parole hanno e possono avere. A meno che, e allora avremmo ragione di preoccuparci, certa “ambiguità” non sia, nel caso di specie, studiata e voluta.

*battaglia che sarebbe anche anti-etica, quella del “rischio zero”, perché assegnerebbe una priorità, un ruolo qualitativamente differente, ai morti attribuiti al Covid.

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Il dovere del rispetto verso Amintore Fanfani.L’insegnamento della Storia.

Le recenti dichiarazioni del ministro Boschi su Amintore Fanfani (“lo preferisco ad Enrico Berlinguer”) hanno riportato al centro del dibattito politico e mediatico la figura dello statista democristiano, filtrandola, tuttavia, attraverso una lettura poco obiettiva, senza dubbio astorica e superficiale, viziata dall’accostamento con l’icona berlingueriana, oggetto di un’idealizzazione spesso inopportuna ed eccessiva.

Docente di Storia economica all’Università di Milano nel 1936 e poi a Roma nel 1956, saggista, antifascista militante costretto a riparare in Svizzera, padre della Costituente, più volte ministro e capo del governo, Fanfani fu un uno statista migliore di Berlinguer, perché seppe vedere oltre, capendo prima e meglio di Berlinguer la bontà e la superiorità della scelta occidentale e democratica.

Ad Amintore Fanfani, inoltre, il merito dei grandi programmi di edilizia popolare pubblica, i più grandi di tutta la storia unitaria (erroneamente attribuiti a Benito Mussolini ed al Fascismo) e quello di aver contribuito in modo decisivo a scongiurare il terzo conflitto mondiale nel 1962, favorendo la mediazione tra URSS e Santa Sede* (che portò ad un ammorbidimento della posizione di Mosca) e suggerendo a John F. Kennedy il ritiro degli Jupiter americani dal territorio italiano come contropartita per i sovietici in cambio del ritiro degli SS-4 e degli SS-5 Skean dall’isola caraibica.

“Se io mi fossi lasciato intimorire dai fischi, voi oggi non sareste qui”, disse, ormai al crepuscolo della vita, alla platea che lo contestava durante un congresso del suo partito. Aveva ragione, e questo valeva e vale anche per tutti noi.