Appunti di comunicazione – Il “tabù” delle false accuse e le evidenze scientifiche a sostegno



« Caro XX
perché ti scrivo questa lettera: a dire il vero, papà, ricordo quasi tutto quello che mi hai fatto. Che tu lo ricordi o no, non ha importanza, l’importante è che io ricordi. L’altro giorno ho avuto questa esperienza di regressione fino a quando ero bambina. Stavo urlando e piangendo ed ero assolutamente isterica. Avevo paura che saresti venuto a prendermi e a torturarmi. Questo è ciò che l’abuso sessuale rappresenta per un bambino: la peggiore tortura… Avevo bisogno della tua protezione, guida e comprensione. Invece ho ricevuto odio, violazione, umiliazione e abuso. Non devo perdonarti…non ti do più l’onore di essere mio padre.
“C” »

Questa lettera, dal contenuto drammatico e terribile, fu scritta da una figlia al proprio padre. La donna aveva creduto, a seguito di alcune sedute con lo psicanalista, di aver “recuperato” i ricordi delle violenze subite dal genitore. Da qui, anche la decisione di citare in giudizio l’uomo. La “False Memory Sindrome Foundation”, associazione statunitense composta da psicologi, medici e avvocati che si occupa di fornire assistenza alle persone colpite da false accuse dovute a falsi ricordi, riuscì tuttavia a dimostrare l’infondatezza della denuncia, facendo assolvere l’uomo.

In un’indagine del 2001, il “Death Penalty Information Center” aveva invece rilevato come il grosso delle condanne a morte sulla base di errori giudiziari fosse dovuta, ancora, ad errori di testimonianza determinati da false accuse scaturite da falsi ricordi. Entrando più nel dettaglio, “The Innoncent Project” osservò come le false accuse da falsi ricordi colpiscano, nella maggior parte dei casi, cittadini afro-americani (negli USA).

Come abbiamo visto, la vittima o il testimone possono mentire non per malafede ma, appunto, perché convinti di dire la verità e il giusto.

Un falso ricordo può essere “spontaneo” (Roediger e McDermott) e “indotto” (Loftus) o il prodotto di “false aspettative” (cliché ) mentre le giurie possono, se ben manipolate dagli avvocati e dagli investigatori, cadere nella bias della “sicurezza del testimone”, ovvero credere al testimone quando egli si dimostra sicuro di ciò che afferma.

Le false accuse, pure in ambito sessuale, non sono, insomma, una mistificazione misogina e patriarcale, come vorrebbe suggerire un certo movimento d’opinione, ma una drammatica realtà con solidissime evidenze scientifiche.

La memoria degli smemorati.

A chi utilizza la tragedia del golpe fascista in Cile per relativizzare e ridimensionare quella dell’11 settembre newyorkese, non avendo l’onestà intellettuale ed il coraggio sociale per ammettere la propria indifferenza verso le morti americane, ricordo anche:

11 settembre 1857: Coloni Mormoni e Indiani Paiute uccidono 120 pionieri a Mountain Meadows, nello stato dello Utah (USA).

11 settembre 1943: Eccidio di Nola (NA) da parte delle truppe tedesche
-Liquidazione del ghetto a Minsk e Lida da parte dei nazisti.

11 settembre 1970: Tornado causa 30 vittime a Venezia.

“Vasa inania multum strepunt”. I vasi vuoti fanno molto rumore.

2 Agosto 1980

La bambina nella fotografia si chiama(va) Angela Fresu.

AngelaFresu

Angela morì a Bologna, quel 2 agosto 1980 insieme a sua madre Maria, operaia di 24 anni. Erano le persone più vicine alla bomba esplosa. Di loro non furono mai trovati nemmeno i resti.

Angela era poco più grande di me; aveva 3 anni. E’ la vittima più giovane di quell’attentato.

“All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill”

Non dimenticare…

“Questi erano gli amabili resti, cresciuti intorno alla mia assenza. I legami, a volte esili, a volte stretti a caro prezzo, ma spesso meravigliosi, nati dopo che me n’ero andata. E cominciai a vedere le cose in un modo che mi lasciava concepire il mondo senza di me”

L’Aquila, Onna, Fossa, Pizzoli, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Tornimparte, Villa Sant’Angelo. Abruzzo, Italia. 6 Aprile 2009 – 6 Aprile 2014.

A F.V. di anni 16

Non è vero che non ti dimenticheranno mai.

Sarai dimenticato, e forse presto, da molti dei tuoi amici o da chi ritenevi tale. E’ l’età, e così è la vita.

Ma c’è e ci sarà sempre un gruppo di persone che non potranno scordarti mai e che parleranno di te, celebrando la tua memoria, prima con la voce e poi, dopo tanti anni, soltanto con il silenzio.

Ti ricorderanno, sempre, con la ritualità di un gesto ripetuto o con un intreccio di sguardi da ex adolescenti.

Da zero a dieci

“Vado a vedere dove finiscono i ragazzi di 16 anni che saltano in aria per una bomba. Se lo trovo gli parlerò un po’ di com’è andata in questi ultimi 20 anni, e deciderà lui se si è perso qualcosa o no. Salutami gli altri e non portarmi mai dei fiori. Casomai venite con una birra a raccontarmi le ultime stronzate che avete fatto. Buona vita socio”