Tempo fa mi capitò tra le mani un’intervista realizzata al giornalista Mediaset (“giornalista” e “Mediaset”: ossimoro, calembour o pareidolia acustica?) Paolo Del Debbio avente come argomento il suo, ahimè popolare, “Quinta colonna”. Del Debbio si vantava di aver trasferito e riprodotto il clima “da bar” nella sua piattaforma televisiva, motivo questo, secondo lui, del successo riscontrato dal format. Chiunque abbia avuto l’occasione di sostare su “Quinta colonna”, non potrà infatti non aver notato il baccanale, la fragorosa pochezza e il qualunquismo spicciolo caratterizzanti il contenitore, più vicinio, giustappunto, ad una bocciofila isterica che ad un programma di approfondimento politico e sociale. Tralasciando le scontate, pedanti e torcicollesche speculazioni storico-sociologiche sulle nobili radici ed i fulgidi esempi a sostegno e a merito del giornalismo, nazionale come estero, episodi di questo genere non possono che far riflettere sulla decadenza e il deterioramento non soltanto di una “disciplina”, ma anche delle capacità percettive delle masse, sempre più attratte dal ribasso, dalla semplificazione primitiva, dall’approssimazione per difetto, sempre più imprigionate in un’aporia mentale e civile preparata e confezionata da decenni di imbarbarimento dell’offerta televisiva e, più in generale, mediatica. Per non parlare di “Quarto Grado”. In questo caso, però, ci trasferiamo in un livello superiore e ben più complesso: non si tratta, infatti ed ufficialmente, di un programma di approfondimento politico, ma viene fatta ugualmente politica con attacchi, continui e costanti, alla magistratura senza che vi siano un contraddittorio, il rispetto delle normative sulla par condicio e senza che (ed è la cosa più importante) il telespettatore abbia attivato quei sistemi di schermatura, filtraggio ed analisi che solitamente vengono messi in funzione durante un dibattito di tipo politico. Ecco quindi che il circuito propagandistico dell’arcoriano penetra, letalmente e subdolamente, nella coscienza culturale della massa, impregnandola, alterandola e indirizzandola. Altri esempi di indottrinamento subliminale possono essere “Forum”, “Buona Domenica” o “Chi vuol essere milionario”
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Il trono sulla finestra:Grillo e l’equivoco populista degli F-35
L’acquisto dei cacciabombardieri F-35, rientra in un piano di ammodernamento degli apparati militari NATO, alleanza di cui l’Italia fa inossidabilmente parte da oltre sei decadi (nata come “barriera” al blocco socialista che mai, rammentiamolo, si era spinto oltre il perimetro jaltiano, e divenuta dopo il 1992 braccio armato dell’imperialismo economico occidentale). Grillo si è potuto permettere il gesto ad “effetto” di votare contro la misura, solo ed esclusivamente perché nell’attuale segmento temporale si trova collocato all’opposizione; qualora fosse stato il M5S a governare, non avrebbe potuto dire no ai piani dell’alleanza, e questo per ragioni politiche, strategiche ed economiche ben definite e, in primis, predefinite. Ricordiamo, inoltre, che l’ex comico è un atlantista dichiarato e convinto, e che nel suo ideale “pantheon” politico collocò Tony Blair, ovvero la quinta colonna dell’imperialismo e della reazione targati GOP e Likud.
P.s. la prima uscita “istituzionale” dei capigruppo pentastellati, fu proprio all’ ambasciata statunitense.