La polveriera scuola

Le scuole italiane rischiano un collasso dalle proporzioni inedite e inaudite, schiacciate dal groviglio di normative (spesso inutili, dannose, farraginose e contraddittorie) elaborate per far fronte all’emergenza.

Se ciò dovesse accadere, e se i numeri dei decessi dovessero confermarsi bassi, l’impianto teorico e ideologico alla base delle misure restrittive, dentro e fuori gli istituti scolastici, potrebbe subire un colpo decisivo ed un segmento importante del movimento d’opinione a loro sostegno e a sostegno del governo potrebbe cambiare idea. Pensiamo agli insegnanti (tra i grandi elettori del M5S nel 2018) e/o ai familiari dei bambini e dei ragazzi, ovvero le categorie in questo caso più esposte.

Comunicazione autoreferenziale? Grazie, meglio di no.

Chiunque ricopra un ruolo pubblicamente esposto (politici, giornalisti, insegnanti, blogger, scrittori, divulgatori, pubblici amministratori, ecc) non dovrà mai dare sfoggio di “muscolarità” sociale. Non dovrà, in altre parole, vantarsi mai (in modo esplicito od implicito) del numero dei propri contatti sui social network, dei voti-consensi ottenuti in una determinata competizione, degli apprezzamenti ricevuti, sul web o nella vita “reale”.

Diversamente, il rischio sarà quello di apparire insicuri, ottenendo quindi un effetto contrario a quello sperato e cercato.
Ad esempio; vantarsi di avere un profilo con 5 mila contatti rischierà di esporre al ridicolo, per due motivi.

-Si tratta , oggettivamente, una soddisfazione vacua ed inconsistente
-Esistono moltissimi influencer “anonimi” che gestiscono pagine con decine/centinaia di migliaia di fans