Sessismo e linguaggio politico:non solo un problema di Destra

Ricordiamo che, per esempio, anche apostrofare l’On.Carfagna con epiteti quali “Carfregna” costituisce un modus sessista. Il pregiudizio (misogino, misandrico, razzista o sociale) propone e presenta molteplici forme e declinazioni; se lo si vuole disinnescare e sconfiggere occorre innanzitutto avere l’onestà intellettuale per saperlo riconoscere. Sempre ed in ogni caso. Ricordo, a questo proposito, quando Sabina Guzzanti (appartenente ad una fazione politico-ideologica che ha nel politically correct uno dei suoi cardini) attaccò Giuliano Ferrara sul peso, durante un faccia a faccia televisivo. Immaginiamo che cosa sarebbe accaduto se un uomo avesse utilizzato una simile argomentazione, nell’ambito di un confronto con una donna. Purtroppo, la cultura dominante tende, per ignoranza e ragioni di comodo, ad assegnare ed attribuire il pregiudizio soltanto alla categoria dei maschi caucasici, ma non è così

Ciao, mamma guarda come mi converto. A pensar male si fa peccato, ma molto spesso..

Dalle colonne del “Giornale”, Magdi Cristiano Allam ci ha deliziati con una nuova prodezza ginnico-spiritu­ale, un salto carpiato con avvitamento doppio, anzi, triplo, che lo ha riportato fuori dal circuito cristiano-catto­lico istituzionale. “La mia conversione al cattolicesimo la considero conclusa”, ha dichiarato Allam. Motivazione? A suo dire, la Chiesa Romana sarebbe colpevole di un eccessivo “appeasement” con le altre confessioni e, in particolare, con l’Islam (ah, i bei tempi dei massacri in nome della Croce!). Agli occhi dell’osservator­e più evoluto ed attento, non potrà non apparire singolare il fatto che un giornalista come Allam sia potuto approdare alla vicedirezione del quotidiano più importante del Paese ed essere accreditato come uno tra gli “opinion makers” più illustri, sempre in prima fila nelle tribune politiche televisive che avevano come tema il M.O e la politica estera italiana. E questo, attenzione, non già per i suoi orientamenti “tout court” (non c’è nulla di male nell’essere conservatori) ma per l’estremo semplicismo del suo impianto teorico, peculiarmente bicromatico, manicheo, a trazione banalizzante. Una questione di metodo, quindi, non di merito. Ora, non è un mistero che gli USA ed altre grandi potenze facciano ricorso da un secolo ad agenzie di Public Relations (come la “Hill & Knowlton” o la “Ruder & Finn”) e/­o ad associazioni denominate “think tank” per orientare la pubblica opinione, e questo in virù del supporto di editori, giornalisti, opinion makers, e via dicendo. Stessa cosa dicasi per i loro servizi di intelligence, che anche nel nostro Paese hanno saputo arruolare alla bisogna le penne del giornalismo nazionale allo scopo di esercitare un forcing sui lettori-ascoltator­i-elettori (Ferrara, Farina, Gawronski, i nomi più noti). Quello di Allam si presenta, però, come un caso molto singolare, diverso, inedito e proprio per questo particolarmente­ ghiotto agli occhi di chi desideri mettersi alla guida della macchina del fango anti-araba ed anti-islamica; Allam è un arabo, un ex musulmano, un convertito. In questo caso, ecco che entra in campo un asse fondamentale dell’ edificio propagandistico­, quello che Ragnedda codifica con il nome di “Garanzia”. Chi, infatti, più di un ex seguace di Maometto, di un egiziano, può conoscere, può GARANTIRE il “male” e l'”arretratezza­” di quel “turpe” mondo che i “nostri ragazzi” e i nostri politici stanno combattendo? Tanto che il Nostro non si limita al solo ruolo di “agit pro”, ma arriva persino a spogliarsi del suo passato, a “mondarsi” delle sue origini e sceglie di farlo platealmente, rumorosamente, tramite l’acqua benedetta dal Santo Padre in persona. Elucubrazioni mentali? Dietrologie sulla scia chimica? Forse, ma intanto il nuovo “strappo” dell’egiziano arriva all’indomani della riapertura all’Islam da parte del nuovo Pontefice, quel Bergoglio medio-progressi­sta e patristico che poco piace all’intellighen­zia conservatrice. A pensar male…