Appunti di comunicazione – Non solo Giulia Cecchettin: perché può essere sbagliato colpevolizzare le “crocerossine” (e le loro famiglie)



Il Sistema Motivazionale Interpersonale (SMI) dell’ “accudimento”, reciproco a quello dell’ “attaccamento”, si attiva quando abbiamo di fronte un soggetto che percepiamo come più fragile, in difficoltà, bisognoso di aiuto. Se impossibilitati ad assisterlo, proveremo ansia, tenerezza protettiva e senso di colpa, emozioni che giocano un ruolo intermedio tra la presa d’atto della situazione e il comportamento per raggiungere l’obiettivo, nel caso di specie il soccorso*.

Non si tratta, è bene evidenziarlo, di teorizzazioni e ipotesi astratte, bensì di meccanismi psicobiologici facenti capo al sistema limbico (amigdala e giro del cingolo).

Appellarsi alle ragazze affinché non facciano da “crocerossine” a individui problematici e narcisisti**, è quindi un approccio scorretto, superficiale e sostanzialmente privo di utilità, com’è sbagliato colpevolizzare le famiglie delle vittime (anch’esse inconsapevoli di certe dinamiche complesse), imputando loro disattenzioni e mancanze di iniziativa. Le istituzioni dovrebbero invece, tramite la scuola, “educare” i giovani a riconoscere certi segnali di allarme nell’altro e, nel caso, a chiedere aiuto.

*Bowlby-Liotti

**la cosa riguarda anche gli uomini, dato che anche loro possono diventare vittime di relazioni “tossiche” e pericolose

Padri separati. Vittime invisibili.

Aporie

Il rispetto e la salvaguardia della famiglia “tradizionale” passa (anche) per il raggiungimento e il rafforzamento di una cultura dell’inclusione nei confronti dei padri separati, vittime invisibili (insieme ai loro bambini) di una mitologia che ha le sue mefitiche radici ha nell’arcaismo sociale e in una perversa logica compensatorio-risarcitoria a vantaggio esclusivo della donna-madre. Si sposti la bussola delle intenzioni e dell’ inquietudine; non sono le aspirazioni civili delle coppie omosessuali o “di fatto”, il vulnus della comunità familiare.

Mirabile, a tal proposito, l’esempio svedese (NB: la Svezia non è una “repubblica nata dalla Resistenza” bensì una monarchia con un simbolo religioso sul vessillo nazionale).