Le Unioni Civili e la strategia del gambero pentastellata

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La motivazione addotta dal M5S per giustificare la scelta astensionista nel voto sulle Unioni Civili (il dispositivo non sarebbe abbastanza completo) non potrà che apparire vuota e velleitaria se si pensa che lo scorso febbraio fu proprio il Movimento a far mancare all’ultimo secondo l’ossigeno al DDL Cirinnà nella sua versione più ampia e matura.

La decisione andrà invece ricondotta a quella strategia di avvicinamento al blocco conservatore che Grillo ha manifestato in modo inequivocabile attraverso l’alleanza europea con l’UIK e che continua a ribadire e confermare con le sue esternazioni pubbliche (si veda l’ultimo tackle su Sadiq Khan).

Alla caccia di quello spazio lasciato vuoto dal berlsuconismo, l’ex comico sapeva e sa bene di non poter apparire credibile portando in eredità una legge che avvantaggia la comunità LGBT, specialmente nell’imminenza di un appuntamento fondamentale come le lezioni romane.

D’altro canto, un “no” netto, secco e ideologico alla Cirinnà ed alle politiche egualitarie in senso più ampio, avrebbe come conseguenza un’emorragia a sinistra potenzialmente fatale. Da qui, la sterzata verso una motivazione ufficiale come quella data.

Il Barcellona, l’indipendentismo catalano e quella “macchia” sulla maglia.

barcaL’FC Barcellona è spesso considerata, in ragione del suo grande successo internazionale, il fiore all’occhiello e l’ambasciatrice della Catalogna nel resto del mondo. La squadra sceglie tuttavia di farsi sponsorizzare dalla compagnia aerea di bandiera qatriota, questo nonostante Doha sia uno dei maggiori destabilizzatori della fascia mediorientale e nonostante si tratti di un Paese dittatoriale, munito della Sharia, estremamente repressivo nei confronti dell’opposizione interna e del tutto insensibile alle esigenze più elementari dei lavoratori stranieri (spesso provenienti dal sud-est asiatico), relegati in condizioni al limite della sopravvivenza e della dignità umana**.

Il dato non può che gettare un’ombra sulla società e, di riflesso, sul movimento indipendentista catalano che individua nei blaugrana uno dei suoi maggiori veicoli propagandistici; la condotta dell’Emirato si staglia infatti come del tutto incompatibile con i valori di matrice socialista esibiti dai separatisti.

* Il Qatar ha avviavo ormai da diversi anni un processo di penetrazione in Occidente, che include l’entrata in numerosi brand storici come Louis Vuitton, Glencore, Vinci, Vivendi, Le Figaro (ne possiede la sede centrale), Volksvagen, Porsche, ENI, ecc.

** Si stima che circa 3000 lavoratori immigrati muoiano ogni anno in Qatar, spesso colpiti da infarto a causa delle alte temperature sotto le quali sono costretti a lavorare. Il fenomeno sta assumendo connotati ancora più allarmanti con la costruzione degli impianti sportivi per il Campionato mondiale di calcio che si svolgerà nell’Emirato.