Appunti di comunicazione- L’ IT-Alert e la malinconica illusione della guerra nucleare



La reazione con cui un settore del movimento d’opinione filo-russo ha accolto il messaggio di prova sulle allerte nazionali, servizio peraltro già attivo da molto tempo in altri Stati, è interessante e senza dubbio emblematica.

Se infatti da un lato si è voluta vedere nell’iniziativa della Protezione Civile la preparazione ad una guerra eventuale e futura, sull’onda di un dietrologismo scontato, dall’altro si è messa in atto una forma di propaganda tanto “esterna” quanto “interna per convincere, ma forse soprattutto per autoconvincersi, della forza della Russia e della sua pericolosità, ovviamente se provocata e ovviamente laddove i provocatori sarebbero il blocco euro-atlantico e l’Ucraina.

Si torna, di nuovo, a quel meccanismo psicologico difensivo di occultamento della realtà, nel caso di specie la realtà-presente della Federazione Russa, con il conseguente arroccamento ad un immaginario novecentesco non più concreto dove essa è ancora la temibile e prestigiosa Unione Sovietica, con tutto il suo corredo di valori e significati.