Festa del Papà…. anche per loro.

Un pensiero ai padri separati, vittime invisibili inghiottite dal cono d’ombra di un controcultura che confonde il rispetto della donna con la mortificazione e la banalizzazione della figura maschile.

Nessun megafono, per loro.

Nessuna alterazione strumentale di questa o di quella statistica.

Nessuna schiera di giornalisti od “esperti” a gridarne il dolore, questa volta autentico, vivido e pulsante.

Un pensiero a loro, un pensiero ai loro bambini.

Padri separati. Vittime invisibili.

Aporie

Il rispetto e la salvaguardia della famiglia “tradizionale” passa (anche) per il raggiungimento e il rafforzamento di una cultura dell’inclusione nei confronti dei padri separati, vittime invisibili (insieme ai loro bambini) di una mitologia che ha le sue mefitiche radici ha nell’arcaismo sociale e in una perversa logica compensatorio-risarcitoria a vantaggio esclusivo della donna-madre. Si sposti la bussola delle intenzioni e dell’ inquietudine; non sono le aspirazioni civili delle coppie omosessuali o “di fatto”, il vulnus della comunità familiare.

Mirabile, a tal proposito, l’esempio svedese (NB: la Svezia non è una “repubblica nata dalla Resistenza” bensì una monarchia con un simbolo religioso sul vessillo nazionale).