Tutti negazionisti, fascisti e no-mask? Ma fino a quando?

Se le restrizioni (spesso inutili se non dannose ai fini del contenimento della curve) dovessero proseguire, sarà inevitabile un’espansione del dissenso e un intensificarsi della sua azione sul campo, peraltro già abbastanza evidente almeno in alcuni paesi europei.

Questo renderà sempre più difficile, per le istituzioni e gli organi di informazione ad esse vicine, la campagna delegittimatoria e di contenimento della protesta, far cioè passare come negazionisti, no-mask, no-vax , come estremisti di destra e irresponsabili (propaganda “agitativa” basata sulle tecniche della “proiezione” o “analogia”, dei “blocchi contrapposti”, della “semplificazione” e del ricorso al “senso comune”), tutti coloro i quali scenderanno in piazza e metteranno in atto iniziative di disubbidienza.

E’ bene ricordare che nemmeno nei regimi dittatoriali, totalitari e autoritari la propaganda governativa e di stato riesce ad essere invincibile e insuperabile, pur disponendo di risorse illimitate e avendo mano libera.

Quel “rispetto” che non possiamo concedere ai no-vax

“Non sono d’accordo con il pensiero di Hitler e dei nazisti, ma lo rispetto”. Quasi nessuno di noi si sognerebbe di dire una follia del genere. Bene, la stessa cosa deve valere quando ci rapportiamo al mondo No-vax. Questo non solo perché le loro idee sono irrazionali e anti-scientifiche come quelle naziste ma perché sono in linea teorica ancor più pericolose, se pensiamo a quante vite hanno salvato e potrebbero salvare i vaccini che qualcuno vorrebbe proibire. Ovviamente ciò non significa che i no-vax andranno arrestati e impiccati come un Goering o un Keitel. Dobbiamo ascoltarli per cercare di “convertirli”, nel loro interesse e nel nostro. E non significa neanche mandare in soffitta il dubbio, che è l’architrave del metodo scientifico e di ogni indagine razionale. Ma deve essere chiaro che mai e poi mai si dovrà conferire dignità alle loro posizioni. Non tutto è opinabile e relativo (e su questo aveva ragione Benedetto XVI); i no-vax sono dalla parte sbagliata della Storia e hanno torto “senza e senza ma”, mentre i sostenitori del vaccino sono dalla parte giusta della Storia e hanno dalla loro la ragione della scienza e dei fatti. Il “limes”, il confine, è in questo senso chiaro e deve essere invalicabile.