Cirinnà e voto segreto: la miopia comunicativa della Chiesa

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In una società sempre più secolarizzata e in un momento storico come quello attuale, che vede la Chiesa nel mirino per gli scandali legati alla pedofilia ed allo stile di vita di alcuni suoi esponenti, incursioni plateali nella politica di uno Stato laico come quella di Bagnasco sul DDL Cirinnà rappresentano errori comunicativi tanto ingenui quanto controproducenti.

Un profilo più basso sarebbe senza dubbio una scelta migliore per l’altra sponda del Tevere.

Cirinnà: la (prevedibile e prevista) svolta a destra di Grillo.

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La decisione di Beppe Grillo di lasciare libertà di coscienza ai suoi in merito alla “stepchild adoption” , dimostra e conferma il carattere smaccatamente conservatore e reazionario del comico.

Se infatti è vero che la base del Movimento non è stata consultata sull’adozione del figliastro (motivazione addotta da Grillo per spiegare la sua scelta) è altrettanto vero che il M5S aveva fino ad oggi sostenuto l’irrinunciabilità della “stepchild”, “conditio sine qua non” per votare il DDL.

 

Lo sbaglio

Incaponendosi sulla “stepchild” (clausola che riguarderebbe un segmento del tutto minoritario della comunità gay), i sostenitori del DDL hanno offerto una pistola carica ai contrari, un escamotage perfetto per delegittimare e far saltare l’intero progetto di legge. Più saggio e razionale sarebbe stato rimandare il passaggio, cercando intanto di colmare il vuoto della nostra giurisprudenza in materia di unioni di fatto.