Sutor, ne ultra crepidam. Ancora.

Odifreddi dovrebbe limitarsi a ciò che meglio sa fare: il matematico. L’irruzione, affannosa, affannata e scomposta, in perimetri disciplinari (vedi la storia e la storiografia) sideralmente distanti dal suo e in merito ai quali non possiede le più basilari cognizioni e metodologie di analisi, lo espone a fin troppo facili affondi, mortificandone l’intelletto e la dignità pubblica. Al pari di quello, incondizionato, per la fede ed il suo mistero, risibile e fragile è ed appare il fanatismo per la ratio, armato soltanto della misconoscenza del condizionale.(Chi scrive è un agnostico-determinista.)

Adesso attendiamo scriva un libro sull’Islam, uno di storia controrisorgimentale ed un romanzo revisionistico sulla Resistenza e siamo a cavallo.

P.S: purtroppo, la “tuttologia” è un male che si nutre delle tossine del prestigio mediatico.

Ingovernabilità e uomo qualunque

Pur trovandoci impantanati nelle atroci spire dell’ingovernabilità, c’è una nota positiva non di poco conto, un vento di cambiamento verso il quale dobbiamo guardare con occhio benevolo e in modo ottimistico; l’uomo qualunque, per la prima volta in 20+50 anni, ha deciso di portare il suo voto altrove, ed è un segnale che potrebbe rappresentare l’atomo e il detonatore del rinnovamento civile.

Non scordiamo, inoltre, che rispetto al 2008 il PdL ha perduto qualcosa come 6 milioni di voti. Tanto decantato, ma non dalla matematica.