Comunicazione a cinque stelle. La ricerca dell’alterità e le sue insidie

Accostata al modello qualunquista, fascista o leghista, la liturgia comunicativa pentastellata trova un punto di congiunzione di non trascurabile importanza anche con quella adottata dall’universo socialista, prima, e comunista, poi, nel nostro Paese. Il suo eccesso di normativismo didascalico e pedagogico e il suo plumbeo esclusivismo elitario, suggeriscono infatti un’idea di pugnace intransigenza e chiusura al confronto che potrebbe, con il tempo , far saltare la connessione tra il Movimento e le piattaforme popolari, esattamente come avvenne per le realtà marxiano-marxiste, partitiche come movimentiste.

Boldrinismo urlato. Troppo livore e troppa sindrome da primi della classe

Consigli di comunicazione per radical chic

Mi sia consentito un piccolo consiglio di comunicazione, del tutto disinteressato, umile e gratuito, ai politici (apuani, aquilani e nazionali) che mi onorano della loro amicizia virtuale e della loro preziosa attenzione: sarebbe ed è preferibile evitare, nei comunicati stampa, nelle interviste e nelle sortite internetiche, frame quali “in un Paese normale” o “in un altro Paese”.Da cestinare nella maniera più assoluta, inoltre, avatar con immagini che rechino offesa ai simboli nazionali ed istituzionali (ad esempio il tricolore con il marchio della Chiuquita).

Questo, ovviamente, fatta eccezione per gli appartenenti alla piccola, pittoresca e declinante fazione leghista.

Il rischio non è soltanto quello di sembrare intollerabilmente snob e sciattamente qualunquisti ma, soprattutto, di rimanere imprigionati nel “cul de sac” dell’incoerenza; appare anomalo e grottesco, infatti, che colui il quale si pone a difesa e a tutela delle istituzioni arrivi poi ad oltraggiarle nel più primitivo e sguaiato dei modi.