Giustizia per Giacomo



Non avevo mai mai frequentato il povero Giacomo Bongiorni, ma essendo suo coetaneo ne avevo sempre sentito parlare fin da bambini. Vite che si incrociano pur rimanendo parallele, come spesso succede nei piccoli centri.  Me ne parlavano come di un bimbo, e poi di un ragazzo, in gamba, atletico e spigliato. Quanto accaduto ieri notte, un film dell’orrore per lui e per il figlioletto (senza dimenticare la rapina a mano armata e la megarissa della scorsa settimana), impone misure urgentissime alla politica ed alle istituzioni, per restituire Massa ai cittadini perbene che hanno diritto alla tranquillità. Buonismi e sofismi di varia natura  non sono solo delle ingiustizie aberranti, ma non faranno altro che aumentare la rabbia delle persone.

Ciao, Giacomo. Un abbraccio da un tuo amico mancato.

Zakir Hossain

Lo sdegno ed il comprensibile senso di colpa collettivo per la morte del giovane Zakir Hossain, assassinato da mano vile (e per adesso anonima) a Pisa, non dovranno, tuttavia, comprimere la capacità di analisi razionale, portandoci ad assurgere l’italiano che ha sferrato il pugno omicida ad emblema di un popolo e di un Paese. Il rischio è e sarà, in caso contrario, quello di sconfinare in un razzismo diverso nella forma (contro gli italiani) ma non nella sostanza.

Alla famiglia del povero Zakir, lavoratore e persona perbene, va il mio cordoglio, come uomo e come cittadino italiano.

Dopo la morte di Zakir, la città si stringe intorno alla comunità bengalese