“Viva” Tsipras e “viva” il referendum. Ma..se lo chiedesse Renzi?

renzi_italia_europa-640x400Qualche tempo fa, Matteo Renzi ventilò l’ipotesi di uno sforamento della soglia del 3% nel rapporto deficit/PIL, per consentire alla nostra economia una maggiore libertà di manovra rispetto alle maglie dell’austerity.

Gli oppositori, da destra come da sinistra, lo accusarono immediatamente di slealtà e di irresponsabilità, di farci fare, in buona sostanza, la figura dei soliti italiani che non mantengono le promesse (nella storia recente, soltanto tedeschi e greci non hanno rispettato i loro impegni con i creditori), recuperando quella mitologia tutta nazionale, truffaldina ed infame, che dal 1915 porta al 1943.

Oggi, quegli stessi censori esaltano Tsipras, debitore insolvente, per la sua scelta di indire un referendum popolare sulle misure economiche chieste ad Atene dall’Europa. Non è difficile immaginare come reagirebbero se anche il capo del nostro governo prendesse una simile decisione; al rinnovo delle accuse di fellonia “etnica”, si aggiungerebbero quelle di spreco, per la consultazione elettorale.

Crack greco: il pericolo BRICS. Un Venezuela del Mediterraneo?

grecia brics cat reporter79Idea difficile a causa di un ampio ventaglio di fattori geografici, economici, politici, storici e strategici, un avvicinamento di Atene ai BRICS potrebbe, ad ogni modo, aprire un “win win scenario” per entrambe le parti.

La Grecia troverebbe infatti un alleato in grado di assorbirne senza difficoltà i problemi finanziari mentre i BRICS otterrebbero un vantaggio enorme in termini di immagine nei confronti dell’Occidente nonché una sponda sul Mediterraneo (e, qualora Atene restasse nella sola UE, Mosca potrebbe sfruttarne il diritto di veto in tema di sanzioni). Rischi anche per la NATO.