11 settembre. Le ragioni del ricordo allendiano* e della dietrologia negazionista

torri_gemelle_flickr_appLa ricorrenza dell’11 settembre diviene, ogni anno, il palcoscenico d’elezione per un anitamericanismo tanto scomposto quanto ipocrita, incapsulato, per ragioni di opportunismo strategico, nel benaltrismo allendiano oppure nel complottismo negazionista.

Il tabù costituito dal gigantesco numero di vittime e dall’eccezionalità dell’evento, fa si che un attacco frontale agli USA risulti, in quella data particolare, respingente sotto il profilo morale e, dunque, inefficace sotto quello comunicativo; da qui, la scelta di un abito propagandistico che veicoli meglio il messaggio, rendendolo più esportabile perché apparentemente slegato dal furor ideologicus e dal cinismo partigiano.

Sbarchi e immigrazione: il fanatismo dell’intolleranza e quello dell’accoglienza “senza se e senza ma”.

MAPPAMONDOA complicare la gestione dell’impasse legata all’esodo di profughi ed immigrati, l’attività di pressione, da parte dell’opinione pubblica, del sentimento xenofobo come di quello xenofilo.

Entrambi, infatti, sono il prodotto di un fanatismo, quello dell’emotività ideologica, che compromette e allontana la visione razionale del problema, incapsulandolo in immagini stereotipiate e ideali, localizzate ai poli, in cui lo straniero rappresenta il male assoluto o, viceversa, un impegno morale e civile inderogabile, nonostante i limiti di ricettività delle comunità ospitanti.