Find the Grave?

“Sicuramente, o Popolo,/ ben grande è il tuo potere,/ poiché ciascun temere/ ti deve come un re!/ Però, pel naso è facile menarti; e troppo godi di chi ti liscia e abbindola;/ e chi discorre, l’odi a bocca aperta;/ ed esule va il senno tuo da te!” – Aristofane.

Giovanni Lanza (Destra Storica), medico, eroe risorgimentale, ministro, Presidente della Camera dei deputati e Presidente del Consiglio dei ministri del Regno, non fu soltanto l’uomo che restituì Roma all’Italia, ma anche il primo politico ad elaborare un disegno di legge sull’ obbligatorietà scolastica in un Paese umiliato ed offeso dall’analfabetismo di massa. Il popolo italiano lo ringrazia  lasciando nell’abbandono la sua tomba a Casale Monferrato, oggi preda della sporcizia e degli elementi al punto che persino le scritte sulla lapide risultano illeggibili. Quella di Benito Mussolini, però, è omaggiata di ogni onore ed attenzione, alla stregua di un novello santo sepolcro. Questo, anche questo, la dice lunga sul grado di immaturità di una fetta (preponderante anche se nella sua parabola discendente) della destra italiana.

A voi.

Ma non a me.

“Shutdown”

Benchè fanaticamente ancorati al principio della “responsabilità personale”, retaggio del loro dispositivo culturale protestante, gli Stati Uniti hanno sempre salutato con favore le iniziative di appoggio allo stato sociale minimo (i “Medicare” e “Medicaid” johnsoniani ed il “Social Security Act” rooseveltiano). Portare il Paese allo “Shutdown” ed al conseguente rischio default per mettere la corda al collo alla riforma sanitaria solidarista obamiana (“Obamacare”) non costituisce soltanto un crimine contro il (nutrito) segmento dei più deboli e fragili ma si configura come un atto, inedito, di irresponsabilità che condannerà il Tea Party e l’ala più oltranzista del GOP davanti al tribunale della Storia. Ovunque vi sia pregiudizio ideologico, non può e non potrà mai esserci amore per la cosa pubblica.

I cittadini statunitensi stanno vivendo e conoscendo un imbarazzo che è nulla rispetto al nostro per il teatrino berlusconiano