La propaganda russa, alla prova “bulgara”

Nonostante la sua “diversità” etnica, culturale e linguistica, e nonostante sia nettamente maggioritaria, la comunità bulgara del distretto moldavo di Taraclia (in bulgaro Тараклия) non coltiva sentimenti ostili a Chișinău e non chiede maggiori autonomie, bensì una maggiore integrazione. E, si faccia attenzione, le sue istituzioni, come ad esempio l’universià statale, sono le uniche sostenute economicamente da Sofia oltre i confini. Addirittura, il governo locale finanzia gli asili in lingua romena, proprio per favorire l’integrazione dei piccoli bulgarofoni. Questo contribuisce a smentire una certa narrazione russa e russofila che vuole la Moldavia come un crogiuolo di pericolosi nazionalismi (e fascismi-nazismi). Una strategia comunicativa e propagandistica simile a quella adottata contro l’Ucraina (propaganda “agitativa”, tecnica della “proiezione” o “analogia”) e qui motivata dal trentennale contenzioso per la Transnistria (Repubblica Moldava di Pridniestrov o Pridnestrovie)*.

*secondo molti analisti, la Moldavia potrebbe essere per questo il prossimo obiettivo militare di Mosca, sebbene Mosca abbia sempre ignorato le richieste di annessione di Tiraspol

La teoria del missile scivoloso

Ad oggi non ha alcun sostegno concreto la teoria secondo cui Putin prenderà altri paesi dell’ex URSS, dopo aver sconfitto l’Ucraina. L’appartenenza di alcuni di essi alla NATO suggerirebbe il contrario, a meno che non si voglia fare affidamento ad un’altra teoria, forse ancor più semplicistica e azzardata, che lo vuole impazzito e in preda al delirio.

Come sempre è raccomandabile la massima prudenza, quando ci si approccia a tematiche così delicate. Dopo due anni di infodemia da Covid non abbiamo bisogno di un’ondata infodemica legata all’operazione in Ucraina.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fallacia_della_brutta_china