L’importanza di ascoltare Lavrov (ma)

Sergej Viktorovič Lavrov non è un Orsini qualunque ma il Ministro degli affari esteri della Federazione Russa ed uno dei più stretti collaboratori di Putin, dunque ascoltare il suo punto di vista è fondamentale per comprendere il conflitto in Ucraina, per averne una visione il più possibile completa. E fondamentale è conoscere le sue posizioni su di noi, sull’Italia, la NATO e l’Occidente.

Le sue dichiarazioni sugli ebrei, come pure le farneticazioni nuclear-belliciste dell’establihment russo e dei media russi e le loro invettive contro la comunità LGBT, accusata di corrompere l’Ucraina, dovrebbero ad ogni modo far riflettere quella sinistra che si ostina a coltivare un’immagine tanto romantica quanto irrealistica e superata della Russia. E’ infatti del tutto paradossale e illogico combattere i reazionari in patria e in Occidente per poi esaltare o difendere i loro omologhi ad Est e/o in altre parti del globo.

Perché Lavrov è tornato a parlare di Terza Guerra Mondiale

Ogni qualvolta l’establishment russo evoca lo spettro della Terza Guerra Mondiale e/o dello scontro atomico, i due argomenti diventano le ricerche di tendenza su internet. E’ successo anche nelle ultime ore, dopo le dichiarazioni del ministro Lavrov (comunque riportate in modo non del tutto esatto da molti organi di informazione).

A Mosca sanno bene che una guerra convenzionale contro la NATO li vedrebbe sconfitti, mentre una guerra nucleare li vedrebbe annientati, e allora perché questa insistenza? Si tratta, lo abbiamo già detto, di una forma di propaganda “grassroots”*, diretta non ai nostri leader ma appunto a noi. Lo scopo è spaventare l’opinione pubblica dei paesi “avversari”, per destabilizzarli e metterli in difficoltà, per farli retrocedere (ad esempio su temi come i rifornimenti di armi a Kiev e le sanzioni).

Una strategia, peraltro frequente nella storia russo-sovietica, che tuttavia rivela una certa debolezza di fondo (le difficoltà dei soldati di Putin sono evidenti) e che a lungo andare potrebbe perdere credibilità e quindi efficacia.

*“Grassroots propaganda”, diretta al “grass”, il “prato”, l’uomo comune. E’ “verticale”, ovvero creata da gruppi di potere (in questo caso dal governo russo e dai suoi alleati esterni, anche in Occidente). La ”treetops’ propaganda“ intende invece quel tipo di propaganda diretta agli strati più “alti” della popolazione (intellettuali, artisti, scrittori, cineasti, scienziati, cronisti, opinion makers, ecc). “Treetops” sta infatti a indicare i rami più alti dell’albero.