Perché Lavrov è tornato a parlare di Terza Guerra Mondiale

Ogni qualvolta l’establishment russo evoca lo spettro della Terza Guerra Mondiale e/o dello scontro atomico, i due argomenti diventano le ricerche di tendenza su internet. E’ successo anche nelle ultime ore, dopo le dichiarazioni del ministro Lavrov (comunque riportate in modo non del tutto esatto da molti organi di informazione).

A Mosca sanno bene che una guerra convenzionale contro la NATO li vedrebbe sconfitti, mentre una guerra nucleare li vedrebbe annientati, e allora perché questa insistenza? Si tratta, lo abbiamo già detto, di una forma di propaganda “grassroots”*, diretta non ai nostri leader ma appunto a noi. Lo scopo è spaventare l’opinione pubblica dei paesi “avversari”, per destabilizzarli e metterli in difficoltà, per farli retrocedere (ad esempio su temi come i rifornimenti di armi a Kiev e le sanzioni).

Una strategia, peraltro frequente nella storia russo-sovietica, che tuttavia rivela una certa debolezza di fondo (le difficoltà dei soldati di Putin sono evidenti) e che a lungo andare potrebbe perdere credibilità e quindi efficacia.

*“Grassroots propaganda”, diretta al “grass”, il “prato”, l’uomo comune. E’ “verticale”, ovvero creata da gruppi di potere (in questo caso dal governo russo e dai suoi alleati esterni, anche in Occidente). La ”treetops’ propaganda“ intende invece quel tipo di propaganda diretta agli strati più “alti” della popolazione (intellettuali, artisti, scrittori, cineasti, scienziati, cronisti, opinion makers, ecc). “Treetops” sta infatti a indicare i rami più alti dell’albero.

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