Quel gioco al massacro che potrebbe fregare Grillo

Era opinione di Mao Tse-tung che un conflitto nucleare tra la superpotenza sovietica e quella statunitense (con relativa, mutua distruzione) avrebbe consegnato il dominio del pianeta al suo Paese, a quel punto unico titano militare, economico e demografico sul campo, scampato alla catastrofe bellica. Rumors credibili e accreditati vogliono una parte dei leaders cinquestellati nelle vesti che furono del “Grande Timoniere” (mi si perdoni la forzatura), burattinai occulti di un’alleanza PD-PdL per un esecutivo tecnico di transizione che assicurerebbe, nei loro disegni, la fine di entrambi i monoliti della politica italiana. Ma andrebbe veramente così? Forse, ma forse qualcuno sta peccando di superficialità di analisi; una convergenza parallela (per usare una formula cara a Moro) tra il blocco bersaniano e quello berlusconiano, avrebbe infatti lo scopo, implicito od espilcito, di colpire Grillo, mostrandolo come un capo inaffidabile che non esita, pur potendo contare sulla forza dei numeri, a relegare il suo già provato Paese nell’immobilità­. Se ancora PD e PDL dovessero, per raggiungere il fine comune di affossare il M5S ed accreditarsi come forze della responsabilità e dell’avvedutezz­a, giungere ad un clima di “appeasement” come fu ai tempi della Bicamerale o durante la campagna 2008, le loro bocche di fuoco mediatiche unirebbero tutta la loro energia contro il comico genovese e la sua creatura, i quali, con la sola rete, non potrebbero oppore adeguata difesa ad una tale “force de frappe” (il canale televisivo rimane di gran lunga lo strumento di informazione più diffuso nel nostro Paese). Non dimentichiamo altresì che l’elettorato a cinque stelle è animato da grandi aspettative e speranze, e l’immobilismo radicale non gioverebbe a Grillo; vomitare il mantra “andate a casa-vaffanculo­, vaffanculo-anda­te a casa” dal cucuzzolo di una vetta telematica, adesso non è più sufficiente. Ps. Morale: mai sfidare a duello i media e chi li controlla. Alla fine si viene “toccati”. Sempre. Il quarto potere è e sarà sempre il più poderoso ed incisivo