La Flo di Polly Holliday è (come quella di “Alice non abita più qui”, ma con maggiore intensità e spessore) a suo modo una rivoluzionaria, che vive l’amore sfidando a testa alta il bigottismo del tempo. Non solo, però. Riesce a depotenziare, attraverso il sorriso e l’ironia, la carica negativa del dolore che ha e vede interno a sé negli USA dei blue-collar workers ed è la prima ad aiutare Alice ad ambientarsi, di nuovo riuscendo a farle superare ansie e paure con l’umorismo. Questo la mette sul medesimo piano di una Mary Tyler Moore o della stessa Alice; donne “avanti”, punti di riferimento per le donne di allora e di oggi e per chi, al di là del genere, non vuole restare indietro, ma vincere la sua sfida con la vita. Kiss my grits!
