In riferimento all’uccisione del povero Giacomo Bongiorni, molti stanno proponendo soluzioni di tipo pedagogico, indicando società, scuola e famiglie come primi e/o unici responsabili.
Se, pur con i limiti del caso (ad esempio l’ “ipersemplificazione” in mancanza di elementi definitivi per chiarire la vicenda), un simile approccio può senza dubbio risultare efficace sul medio-lungo periodo, nell’immediato e nel breve periodo occorre tuttavia una maggiore e più severa attività di controllo e contrasto sul territorio da parte di istituzioni e forze dell’ordine.
Limitarsi a discutere di educazione e formazione potrebbe altrimenti suonare come un escamotage per nascondere una ben nota, incomprensibile e dannosa riottosità ideologica all’uso della forza contro la criminalità e la microcriminalità, adulta o giovanile che sia, o per coprire le mancanze di chi è chiamato a gestire il problema.
