Dai “negazionisti” agli immigrati: l’importanza del “nemico” da sinistra a destra

Con poco più di 1000 partecipanti, la manifestazione romana di ieri (che non vedeva solo la presenza di “negazionisti”) è stata un evento abbastanza marginale. Ciononostante i principali vettori e mittenti della comunicazione e della propaganda filo-governative le hanno dato e le stanno dando ampio risalto, come puntualmente fanno ormai da giugno con tutti gli eventi analoghi.

Incapsulata nella propaganda “agitativa”, la ricerca del “nemico comune” è una tecnica tra le più efficaci, che consente di cementare il consenso attorno al mittente e/o di indirizzare l’attenzione del target a suo piacimento. Talvolta può essere legata alla ricerca del “capro espiatorio” e al ricorso al “senso comune”*. Certa destra agisce ad esempio in questo modo rispetto al problema immigrazione ed a quello sicurezza.

Soprattutto volendo considerare come l’emergenza sanitaria sia riuscita ad aumentare le quotazioni del premier e dell’esecutivo (prima in netto e progressivo calo), non è da escludere che la maggioranza e il movimento d’opinione ad essa vicino stiano cercando di esasperare il ruolo e l’importanza di certe frange ostili, così da averne un ritorno di immagine e politico presentandosi quale unica alternativa affidabile e delegittimando un dissenso che oggi sembra irrobustirsi.

*far credere che le opinioni del mittente rispecchino quelle della maggioranza, il senso comune, appunto

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