Ascesa e declino della Chiesa nei primi anni del nuovo millennio. Tra errori strategici ed ingenuità

L’11 settembre e la morte di Karol Wojtyła consegnarono alla Chiesa cattolica ed alle sue gerarchie un fase di popolarità, vasta e trasversale, del tutto nuova, almeno dall’era pre-risorgimentale fino a quel momento.

La percezione, scaturita dagli attentati contro il WTC ed il Pentagono, di una minaccia islamica su larga scala, indusse infatti la pubblica opinione ad individuare nella Croce il baluardo bimillenario a difesa della sua “way of life”, mentre l’ondata emozionale suscitata dalla morte di un personaggio popolare come Wojtyła (in ragione della lunghezza del pontificato, delle sue doti comunicative e della ““misperception” che lo vuole artefice del crollo del Comunismo) ebbe un effetto dirompente che convolse e travolse la società nel suo insieme, compromettendone la capacità di analisi razionale.

La Chiesa, tuttavia, non seppe sfruttare questo capitale inaspettato, ma, anzi, lo depauperò nel giro di pochi anni con scelte a volte semplicemente sbagliate, altre volte del tutto rovinose.

All’eccessiva sicurezza dovuta all’inatteso ritorno d’immagine, si sommò, molto probabilmente, anche quella di poter contare su governi “amici” nella quasi totalità del mondo democratico (Berlusconi, G.WBush, Sharon, Aznar, ecc), elementi che spinsero e convinsero il Vaticano ad una politica interventista, censoria ed invasiva, lontana dal basso profilo mantenuto fino a quel momento (questo soprattutto i Italia) ed alla scelta di un Papa eccessivamente conservatore ed a-mediatico del tutto diverso da quel Wojtyla ancora legato ai cuori che di molti, fedeli come non fedeli.

L’emersione degli scandali pedofilia e Claps, in cui il Vaticano dette prova di una pessima capacità di “Crisis Managemet” e “Crisis Comunication” e il rapido e brusco peggioramento della congiuntura economica mondiale, con le prevedibili accuse a chi era visto come ipocritamente privilegiato rispetto a quel popolo che avrebbe dovuto aiutare (anche in questo caso, al di la del Tevere non si volle scegliere un più basso profilo), fecero il resto, disperdendo dal sentire collettivo quell’ “effetto simpatia” che irruppe come un fulmine nella prima decade del secondo millennio, facendo pensare, per un istante, ad una nuova Restaurazione.

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