Appunti di comunicazione – Croci,bandiere e ipocrisie: se per qualcuno Trump ha sempre ragione


Per un vero credente cattolico, il Papa è la massima autorità religiosa e spirituale terrena, vicario di Cristo ed infallibile, ragion per cui dovrebbe essere sempre dalla sua parte nel momento in cui viene attaccato, a maggior ragione da un politico  e per meri motivi politici (ed ancor più a maggio ragione se e quando il suddetto politico crea e diffonde immagini blasfeme).

Per lo stesso motivo, un autentico patriota dovrebbe schierarsi sempre con il proprio governo, al di là del suo colore, e con il proprio Paese, quando un leader straniero cerca di mettere in atto delle interferenze, indebite e potenzialmente destabilizzanti.

Se questo non succede, in entrambi i casi, significa che quella fede e quel patriottismo non sono autentici od abbastanza solidi,  che sono subordinati ad un elemento tiranno che è l’ “idea”, l’ idea politica.

Non va del resto dimenticato come a muovere i meccanismi del coinvolgimento ideologico/politico siano veri e propri processi cerebrali, potentissimi, di natura strutturale (ad esempio in capo all’amigdala ed alla corteccia prefrontale) e biochimica (ad esempio in capo all’ossitocina ed alla dopamina), oltreché sociali e psicologici (identità, appartenenza, difesa dalla minaccia).

Ciò detto, la solidarietà di Elly Schlein a Giorgia Meloni non è, a nostro avviso, sentita ed autentica, ma funzionale alla contrapposizione a Trump e Netanyahu. La stessa considerazione vale per le difese di Papa Leone provenienti dalla sinistra anti-clericale.

Approfondimento

Una certa destra patriottica, messa alla prova

Se non si può mettere in dubbio che un settore non trascurabile della sinistra italiana si sia sempre dimostrato “tiepido” riguardo il tema identitario e patriottico, innanzitutto per effetto del tabù dell’esperienza fascista e di un’interpretazione strumentale dell’internazionalismo marxiano, è altrettanto vero che alcuni elementi fanno pensare quanto, anche a destra, l’afflato verso la Nazione sia spesso più che altro un feticcio propagandistico, un contenitore vuoto.

Più nel dettaglio, alcuni esempi:

-l’alleanza con forze, sia nazionali che locali, dichiaratamente anti-unitarie

-l’ambiguità verso i nazisti colpevoli di crimini e stragi contro i civili italiani o persino la loro difesa (“era la guerra”, “fu una reazione legittima agli attacchi partigiani”, “sono passati tanti anni”, ecc). Di contro, le vittime delle foibe vengono ricordate soprattutto perché vittime dei comunisti jugoslavi.

-la rivalutazione, umana e politica, del colonnello Gheddafi, additato dalle destre per un quarantennio come tra i principali nemici degli italiani, insieme al maresciallo Tito

Ciò dimostra come l’ “idea”* venga molte volte, per costoro, prima dell’italianità, della tutela della loro patria e dei loro connazionali. In tal senso sono, sotto certi aspetti, “internazionalisti”, simili ai comunisti, poiché tra una vecchina rastrellata e uccisa alla Ardeatine ed un ufficiale del Brandeburgo si sentiranno più vicini a quest’ultimo, tra un piccolo imprenditore brianzolo che chiude strangolato dai dazi ed un politico newyorkese staranno dalla parte del politico newyorkese, per una comunione valoriale.

Il patriottismo autentico e più solido è forse ascrivibile ai moderati, tanto di centro-destra quanto di centro-sinistra; non “coreografico”, è tuttavia privo di legacci e condizionamenti ideologici e si fa sentire al bisogno, quando opportuno (si pensi ad un Trudeau o ad una Marin).

*o l’interesse politico puro e semplice

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