Perché è giusto parlare delle torture a Giulio Regeni, anche se può far male

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Il “fatto” e la storia

Compito del giornalista (come dello storico), quello di ricostruire e raccontare il “fatto”, secondo gli imperativi della razionalità scientifica, rendendolo il più possibile chiaro, comprensibile e aderente al contesto che lo ha generato e nel quale si è sviluppato.

I dettagli sulla morte di Giulio Regeni non rappresentano soltanto un “fatto” ( e non un “fattoide”), ma contribuiscono a spiegare e ad illustrare la fisionomia morale dei suoi carnefici e il loro “modus operandi”, militare come politico.

Benché lo shock emotivo per divulgazione di certi macabri particolari sia legittima e comprensibile, essi sono quindi legati in modo inestricabile e fondamentale alla vicenda del ragazzo e, più in generale, dell’Egitto in questo segmento storico.

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