Expo e scontri: lasciamo la “rabbia” a chi ne ha davvero diritto.

Pochi minuti fa, in stazione, ho visto un materasso camminare. Ovviamente era trasportato da qualcuno, e quel qualcuno era un anziano, che questa notte dormirà su quel materasso, accanto ad un binario.
Sto sentendo da più parti parlare di “rabbia”, come motivazione o scusante per gli atti vandalici di oggi, a Milano.
Lasciamo la rabbia ai bambini delle fogne di Bucarest, lasciamo la rabbia a chi è costretto a mettere a repentaglio la propria vita a bordo di un barcone, lasciamo la rabbia ad una mia amica che oggi si trova a casa, dopo dieci anni trascorsi in un call center a distruggersi i timpani. Lasciamo la rabbia al vecchio della stazione, con un materasso come casa.
Lasciamola a loro, non ad un gruppo di studenti incappucciati che hanno pianificato la distruzione di un alimentari o di una ferramenta da Facebook, usando l’Iphone comprato loro dai genitori.

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