Il Covid e quello strano “terzo polo” che guarda alla Russia di Putin

Nel calderone sincretico filo-russo italiano non trovano spazio solo quei lembi di sinistra ossificati ad una visione novecentesca della Russia e la “solita” destra ammaliata dal mito dell’ “uomo forte”, ma anche ampi settori del movimento d’opinione che non ha accettato le (comunque discusse e discutibili) misure anti-pandemiche italiane e occidentali.

Per reazione questa comunità ha così trasferito le sue simpatie al campo-modello che vede opposto all’Occidente, al modo di fare e intendere dei nostri politici, a ciò che considera la loro naturale nemesi e il loro naturale contraltare, non rendendosi però conto o non sapendo che la Russia è un regime autoritario (quindi ben più severo di quello contiano-draghiano-speranziano) e che lo stesso Putin ha adottato soluzioni rigidissime per arginare il virus, da lui fortemente temuto (com’è ben noto) e paragonato alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale (!).

“Last but not least”, il più importante alleato di Mosca è attualmente la Cina (regime totalitario), dove il Covid è nato e si è sviluppato anche per le inadempienze e i silenzi delle autorità locali.

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