I Testimoni del Covid

Ogni tanto sentiamo alcuni amici e contatti paragonare una certa comunicazione (purtroppo ancora dominante) sul Covid al millenarismo. Ebbene, questi amici e contatti vogliono usare un’espressione metaforica, ma hanno centrato il bersaglio. Mi spiegherò meglio: tutti noi ci siamo imbattuti, prima o poi, nei Testimoni di Geova, appunto una “setta” millenarista, e abbiamo potuto notare come il loro linguaggio e le loro argomentazioni siano sempre orientati al pessimismo ed al catastrofismo, con i quali ribattono ad ogni nostra obiezione e osservazione critica.

Ebbene, al di la dell’aspetto più prettamente dottrinale e teologico, siamo davanti ad una tecnica comunicativa e persuasiva ben precisa, uilizzata per farci apparire insopportabile il presente terreno in modo da “venderci” meglio la loro soluzione: la promessa di un Eden dove potremmo entrare e vivere in eterno solo divenendo membri dell’ organizzazione.

Ed è qui che sta la grande differenza, il limes, tra i millenaristi, quelli veri, e quelli del Covid: mentre i primi hanno e offrono comunque una via di uscita e un speranza, i secondi (giornalisti, tele-virologi, politici, opinionisti, ecc) non vedono e non offrono nulla oltre il virus, al quale si deve cieca “obbedienza” come fosse un vero e proprio “Dio”. Un “Dio”, figlio del pipistrello e non di un Geova, di uno Yahweh o di un Allah, sulla cui onnipotenza e onnipresenza non è consentito dubitare, pena lo stigma e l’ostracismo (e qui si torna a dinamiche della psicologia sociale tipiche delle sètte e del settarismo).

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