“Smart controlling”: nuovi scenari e nuove insidie

Senza indulgere nelle teorie forse un po’ troppo ardimentose che vedono il “sistema” capace di controllarci e manipolarci usando particolari “segnali” generati dai monitor, è tuttavia indubbio e indiscutibile che la fase storica attuale rappresenti un’enorme occasione di guadagno e profitto per i colossi dell’e-commerce, del web e per l’informazione on-line.

Ma non solo.

Governi, partiti e apparati di sicurezza, ovvero il “sistema” inteso nella sua accezione politico-istituzionale, traggono ugualmente vantaggio da uno scenario come quello odierno, non soltanto potendo controllare i cittadini grazie alla mole di dati personali che essi immettono o lasciano mentre navigano ma anche erodendone la socialità, tenendoli isolati dietro uno schermo o comunque separati e distanti (“distanziati”).

Una strategia che potrebbe avere tra le sue ragioni d’essere anche la volontà di contrastare e liquidare i neo-populismi e, più in generale, tutti quei fenomeni inseriti nella categoria dell’ “anti-politica” (termine usato spesso con un intento volutamente spregiativo). Perché se è vero che populismi e neo-populismi si sono dimostrati molto forti sulla rete, è altrettanto vero che, almeno in Occidente, appaiono oggi in crisi, mentre a dominare sono e restano le forze “tradizionali” o quelle che ne hanno assimilato le caratteristiche.

Solo il tempo potrà fornirci una risposta in tal senso, ma stravolgere la natura stessa dell’uomo, che è fatta anche di convivenza, condivisione e contatto, di realtà reale, sarebbe un’impresa impossibile per chiunque.

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