La mannaia maschilista di Sabina Guzzanti sulle nuove ministre del Governo Renzi

Da una dichiarazione di Sabina Guzzanti sulle ministre del Governo Renzi: “Il nuovo Governo è mostruoso e le nuove ministre sono donne immagine. Sono giovani, come possono avere le competenze necessarie per essere ministri? Si scelgono giovani inesperte che poi fanno leggi a favore degli imprenditori senza neanche accorgersene”. Ancora: “Marianna Madia è un esempio di donna al potere per raccomandazione”. Conclude: “La questione femminile con il berlusconismo è diventata solo pornografia”

A bene vedere, da una sosta attenta e scrupolosa sulle sue esternazioni, la disamina di Guzzanti non contiene nessun lavoro di scavo ed approfondimento analitico; ci dice che le neo-ministre in forza all’esecutivo Renzi sarebbero “inesperte” ma non ne spiega il motivo (a parte l’elemento anagrafico). Liquida il nuovo Governo come “mostruoso” ma, ancora, manca qualsiasi acquisizione a corroborare la tesi. Infine, e questo è il dato più significativo, bolla la squadra “rosa” del premier come composta da “donne immagine”. Perché ? Anche stavolta, Guzzanti non lo spiega. Associando “ipso facto” la giovane età e l’avvenenza di una donna alla mancanza di capacità cognitiva, politica ed organizzativa, l’artista romana dimostra e palesa una mentalità degna del maschilismo più retrivo, lo stesso che fin dalle fasi embrionali della sua carriera ha detto di voler combattere. Un maschilismo pericoloso, prima di ogni altra cosa, perché annidato negli strati più profondi (ed incontrollabili) dell’inconscio.

I “profeti” dell’integrazione sono, dell’integrazione stessa, i primi ed i peggiori nemici. “Se sapessi con sicurezza che c’è un uomo che sta venendo a casa mia con il piano consapevole di farmi del bene, scapperei a rotta di collo”. P.S: la ricordo ancora, durante un confronto con Giuliano Ferrara, ripiegare sulle offese riguardanti il peso, definendolo “fetecchia” (tra i numerosi epiteti) , perché in difficoltà ed incapace di misurarsi sul piano del gioco leale.

Un pensiero su “La mannaia maschilista di Sabina Guzzanti sulle nuove ministre del Governo Renzi

  1. Analisi perfetta. A otto e mezzo ha perfino rincarato la dose sostenendo che due di loro sono bellissime – bella uguale incapace, stupida, giusto Sabina? – affermazione demenziale anzitutto: se due di loro sono belle non significa che siano lí per la loro avvenenza, anche perché se fosse la bellezza il motivo della scelta lo sarebbe per tutte e non per una sparuta minoranza;
    Parla di Boschi che si inchina a raccogliere le chiavi, Gruber la riprende e lei tenta un passo indietro “Non è colpa sua, però…” non accorgendosi nemmeno che è lei a voler dare quella immagine di Boschi sottolineando quella cosa. La malizia sta negli occhi di Sabina.
    Sostiene che nessuna donna mai delle nostre politiche diventerà un’ Angela Merkel perché le donne partono già marchiate e la domanda vien spontanea: e chi è a marchiarle queste donne Sabina se non le/i sessiste/i come te? Chi è che pone sulla testa delle donne della politica italiana a prescindere da anagrafe, studi, gavetta, impegno il binomio donna uguale velina? Sostiene che siano belle, inesperte, veline proprio perché donne. Invece per il M5s il problema dell’inesperienza non lo pone, stranamente; purché però continui a mandare avanti uomini.

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