Lo Stato sono loro (ancora e di più)

« Nei giorni in cui i re erano veri re , Luigi XIV dichiarò modestamente: “L’État c’est moi, lo Stato sono io”. Aveva quasi ragione.

Però da allora le cose sono cambiate. La macchina a vapore, le rotative e la scuola pubblica, la troika della rivoluzione industriale, hanno sottratto il potere dalle mani dei re per darlo al popolo, che ha acquisito la forza persa dal sovrano. Perché il potere economico spesso si porta dietro quello politico. Infatti la storia della rivoluzione industriale dimostra come esso sia passato dal re e dall’aristocrazia all borghesia. Il suffragio universale e la scuola pubblica hanno rafforzato questa tendenza, tanto che alla fine persino la borghesia è arrivata a temere la gente comune, il popolo. Perché le masse promettevano di diventare sovrane. Però oggi si nota una reazione. La minoranza ha scoperto uno strumento molto potente per influenzare la maggioranza, ha capito che è possibile plasmare la mente delle folle in modo che utilizzino la loro forza appena guadagnata nella direzione voluta. Vista la struttura attuale della società, questa tendenza è invitabile. Oggi tutto ciò che ha un’importanza, che sia politica, finanza, industria, agricoltura, assistenza, istruzione o altri campi, viene fatto con l’aiuto della propagnda. La propaganda è il braccio esecutivo del governo invisibile. » (Edward L. Bernays)

Sebbene le loro prerogative siano formalmente più contenute e ricorrano meno alla forza bruta, i potenti di oggi sono, per certi aspetti, molto più potenti di quelli di ieri. Questo (anche) perché possono avvalersi di strumenti di controllo e persuasione efficacissimi e sofisticatissimi, che ad esempio un imperatore medievale non aveva e nemmeno era in grado di immaginare. Sarebbe dunque ingenuo e illusorio pensare che la modernità e il progresso che abbiamo raggiunto in ambito politico, culturale, civile e sociale, “blindino” automaticamente la nostra democrazia e la nostra libertà.

*pubblicista e pubblicitario statunitense di origine austriaca e nipote di Sigmund Freud, Edward Bernays (1891-1995) è da molti considerato il “padre” della propaganda moderna e dello spin doctoring

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