Il Primato Nazionale e quello della “censura”? Le incognite di una convivenza non facile.

Il ban nei confronti del canale ByoBlu (da YouTube) e della pagina del Primato Nazionale (da Facebook) ripropone l’annosa, complessa e delicata tematica della “censura” dalle piattaforme social e, più in generale, dagli spazi di discussione pubblica in rete.

Se il principio in base al quale i proprietari di un sito o di un social possono fare ciò che vogliono perché sarebbero a “casa loro” è abbastanza infantile, oltreché debole da un punto di vista morale e giuridico, resta innanzitutto la difficoltà, e questo senza bisogno di scomodare la speculazione filosofica, di stabilire ciò che è effettivamente vero e ciò che e effettivamente falso e ciò che effettivamente sgradevole, estremo ed offensivo. Ed è questa difficoltà che può diventare, è spesso diventa, la porta d’ingresso per l’abuso, per il soggettivismo censorio*. Per quale motivo, ad esempio, “colpire” ByoBlu e il Primato Nazionale ma non sanzionare anche chi, tra giornali, opinionisti e scienziati in questi mesi ha veicolato una comunicazione allarmistica, ansiogena e spesso delle vere e proprie fake news?

Dall’altro lato va pure considerato che la disinformazione (volendo usare un termine generico e amplipensante) e la comunicazione ostile hanno ormai da anni superato il livello di guardia e in larga misura per colpa di certi Attori ben individuabili, in entrambi gli emisferi della politica.

Un problema delicato e complesso, appunto e come si è detto, che andrà gestito con la massima razionalità e il massimo equilibrio mettendo da parte ogni sollecitazione emotiva e ideologica. E magari, ci permettiamo di consigliarlo, cercando di ricorrere il meno possibile al cartellino rosso, alla cacciata definitiva e senza appello. In gioco non ci sono solo la credibilità ed il futuro di questo o di quel social ma la salute della stessa democrazia. Bisogna insomma chiedersi se ce la sentiamo di affidare ad un gruppo di ragazzi della Silicon Valley il ruolo di arbitri e padroni del confronto, di nuovi imperatori che con un movimento del pollice possono far vivere o annientare un’idea. Oggi tocca ai vostri avversari, ma domani?

*Chi scrive collabora da anni con un’associazione di ricerca storica sul colonialismo italiano, bannata più volte dai social insieme ai suoi responsabili per infondate accuse di razzismo e fascismo. Casi come questo non sono, com’è ben noto, isolati

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