Cinque motivi per non ascoltare (o per prendere con le molle) i virologi televisivi e mediatici

1) Chi passa troppo tempo sotto i riflettori o davanti ai microfoni non ne passa abbastanza tra i pazienti o in laboratorio

2) Non c’ è motivo di ascoltarli quotidianamente o quasi. Non c’è una novità degna di nota tutti i giorni.

3) Spesso non sono veri “addetti ai lavori” e a volte non sono neanche medici, nonostante sconfinino in ambiti di competenza esclusiva della Medicina

4) In alcuni casi vivono e lavorano all’estero, qundi non hanno il polso della situazione italiana

5) Ultimo ma forse più importante.
Hanno tutto l’interesse che questo stato di emergenza prosegua, il più a lungo possibile. Per loro è come un “gioco a somma zero”. Questo perché di base godono di un reddito stabile e garantito (essendo accademici o dipendenti di strutture ospedaliere) e in più stanno avendo a disposizione un’ampissima gamma di opportunità nuove da un punto di vista economico, professionale e personale (collaborazioni, inviti, pubblicazioni, ecc, cosa che può anche esporli a possibili conflitti di interessi). Lo dimostra la freddezza con la quale accolgono ogni notizia anche solo vagamente positiva, dalla stagionalità del virus all’imminenza di vaccini e cure (emblematiche in tal senso le incomprensibili dichiarazioni di un noto entomologo veneto sulla presunta pericolosità dei vaccini anti-Covid). Sotto questo aspetto sono come i mercanti d’armi o gli imprenditori dell’acciaio in tempo di guerra.

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