La minaccia nucleare: storia e analisi di un bluff (non solo russo)

Il 3 ottobre del 1969 Richard Nixon ordinò lo stato di allerta delle forze nucleari statunitensi su scala globale. In realtà si trattava di un bluff*, un’operazione di pressione messa in atto per indurre Mosca a convincere i nord-vienamiti ad interrompere le loro offensive militari a sud. Sia i vertici politici degli Stati Uniti che i responsabili del Comando aereo strategico e degli altri apparati addetti alle armi nucleari credevano tuttavia che l’allerta fosse reale e il 27 ottobre una squadriglia di 18 bombardieri B-52 sorvolò l’Alaska e le calotte polari artiche. L’operazione, denominata “Giant Lance”, ebbe termine tre giorni dopo, secondo alcune fonti perché l’URSS non aveva reagito in alcun modo, intuendo quindi il bluff, secondo altre perché al contrario aveva messo a sua volta in stato di massima allerta le proprie forze nucleari, portando la situazione ad un livello di estremo pericolo.

L’operazione “Giant Lance” rientrava, come altre, nella logica della “Teoria del Pazzo” nixoniana (Nixon giocava anche sul fatto che all’epoca circolavano effettivamente voci su una sua presunta instabilità mentale).

Come vediamo, certe mosse propagandistiche, di pressione psicologica (PsyOps), non sono nuove e non sono un’esclusiva dei russi. A tal proposito non è da esclcudere che in futuro Putin alzi ancora di più il livello della minaccia atomica (destinata a rimanere tale), se le difficoltà nello scenario ucraino dovessero aumentare o cronicizzarsi.

*Washington aveva effettivamente contemplato il ricorso alle atomiche in Vietnam (Operazione “Duck Hook”), ma per fortuna la cosa non ebbe seguito

Approfondimento:

La “Teoria del Pazzo” (Madman Theory) fu una dottrina concepita da Richard Nixon in base alla quale gli USA, prima potenza termonucleare e convenzionale, avrebbero dovuto dare l’idea di potersi lasciare andare a gesti dalle conseguenze apocalittiche, imprevisti ed imprevedibili per e da una democrazia occidentale. In buona sostanza, pur non sotto un pericolo diretto, Washington non escludeva l’ipotesi di un ricorso “preventivo” all’opzione nucleare contro i suoi nemici ed avversari.

Ideata per esercitare pressioni negoziali su Hà Nội ai tempi della guerra del Vietnam (l’utilizzo di ordigni nucleari “tattici” fu più volte sul tavolo), si pone come un’ integrazione ed una maturazione della teoria della dissuasione, rivolta in prevalenza contro quei soggetti ed Attori (statuali e non statuali) non controllabili o difficilmente controllabili.

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