C’è del buono in Danimarca (ma meno altrove)

Dalle colonne del quotidiano danese “Ekstra Bladet”, il giornalista Brian Weichard chiede scusa al pubblico per la comunicazione allarmistica della stampa e per il suo appiattimento alla linea governativa.

La notizia passa poco in Italia oppure “Ekstra Bladet” (che esiste dal 1904 ed è uno dei principali giornali del Paese) viene accusato, qui ma anche altrove, di complottismo, dozzinalismo, ecc. Il “sistema” fa insomma quadrato e serra i ranghi (tecnica della “proiezione” o “analogia” incapsulata nella propaganda “agitativa”) contro una voce dissenziente oltremodo pericolosa, se si considera che la stampa è stata ed è uno dei principali vettori della narrazione dominante in questa fase sindemica.

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